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I pericoli dell’insulina geneticamente modificata

di Giovanni Fez – 23 Luglio 2014
Uno studio scientifico pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism rivela che nei pazienti geneticamente suscettibili al diabete di tipo 1, l’insulina ricombinante (cioè geneticamente modificata) può peggiorare la situazione.
L’articolo è stato pubblicato con questo titolo: “Insulin administration may trigger type 1 diabetes in Japanese type 2 diabetes patients with type 1 diabetes high-risk HLA class II and the insulin gene VNTR genotype” e spiega come nei pazienti geneticamente suscettibili al diabete di tipo 1, l’insulina geneticamente modificata (largamente diffusa) possa indurre l’organismo a prendere di mira le proprie cellule produttrici di insulina distruggendole con una reazione autoimmune, producendo un doppio diabete: di tipo 1 e di tipo 2. Lo studio giapponese ha esaminato sei pazienti (4 uomini e 2 donne) con diabete di tipo 2, nessuno dei quali aveva precedentemente ricevuto insulina, né avevano markers per gli autoanticorpi alla loro insulina. Tutti erano suscettibili al diabete di tipo 1. Dopo la somministrazione di insulina ricombinante la glicemia è peggiorata e le loro cellule beta hanno diminuito la produzione di insulina fino a livelli di carenza comuni nei pazienti con diabete di tipo 1. Il tempo medio prima che i pazienti sviluppassero completamente il diabete di tipo 1 è stato di 7,7 mesi con un paziente che lo ha sviluppato dopo 1,1 mese.  Ulteriori test hanno rivelato come i pazienti avessero anticorpi contro le proprie cellule delle isole pancreatiche, quelle che producono insulina, e anche allergie all’insulina stessa o aumento nei livelli di anticorpi all’insulina.  Inoltre, 2 casi avevano i markers tipici dell’autoimmunità da diabete di tipo 1.
Ma che differenza c’è tra l’insulina sintetica e quella purificata da animali, che non è più disponbile in alcuni paesi come per esempio gli Stati Uniti?  L’insulina è stata una delle prime proteine ad essere sintetizzata con la tecnologia a DNA ricombinante alla fine degli anni ’70 e oggi domina il mercato. Per uno dei prodotti sul mercato, stando a quanto dichiarato dalla casa produttrice, si utilizza “un ceppo non patogeno di Escherichia coli (K12)”. L’insulina sintetica è classificata come un analogo dell’insulina e differisce in maniera significativa dall’insulina umana nella struttura degli amminoacidi. Inoltre l’insulina sintetica può contenere acido cloridrico, idrossido di sodio, zinco, meta-cresolo, polisorbato 20. Secondo Sayer Ji, fondatore di GreenMedInfo e membro della Global Gmo Free Coalition, “l’iniezione simultanea di questi ingredienti antigenici e dell’insulina sintetica può essere responsabile di una ipersensibilizzazione del sistema immunitario contro l’insulina, nello stesso modo in cui gli ingredienti inerti e gli adiuvanti dei vaccini possono esagerare le reazioni immuni contro gli antigeni attivi dei vaccini con la conseguenza che il sistema immunitaria attacca se stesso (autoimmunità).   Inoltre l’insulina sintetica è molto differente da quella umana e non verrebbe riconosciuta dall’organismo o meglio, verrebbe riconosciuta come estranea. Ancora una volta si pone con grande urgenza la necessità di adottare stili di vita e un’alimentazione che possa prevenire il diabete rimuovendone le cause.

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