Nome scientifico: Foeniculum vulgare dulce Mill.

Famiglia: Apiaceae (Ombrellifere)

Breve storia e note botaniche sulla pianta
Il finocchio è una pianta erbacea mediterranea conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà aromatiche, la sua coltivazione orticola sembra che risalga al 1500. Il finocchio selvatico è una pianta spontanea, perenne, dal fusto ramificato, alta fino a 2m. Possiede foglie di colore verde che ricordano il fieno (da cui il nome foeniculum), in estate le infiorescenze sono costituite da ombrelle di piccoli fiori gialli. Seguono i frutti (acheni), prima verdi e poi grigiastri. Del finocchio selvatico si utilizzano i germogli, le foglie, i fiori e i frutti.

Il finocchio da orto è una coltura coltivata prevalentemente nell’Italia centro-meridionale dove la produzione è organizzata per avere rese durante tutto l’anno. E’ una pianta annuale o biennale con radice a fittone che raggiunge i 60-80 cm di altezza e di cui si consuma la grossa guaina a grumolo bianco che si sviluppa alla base. Il grumolo è una struttura compatta costituita dall’insieme delle guaine fogliari, di colore biancastro, carnose, strettamente appressate le une alle altre attorno ad un brevissimo fusto conico, a livello del terreno.
La raccolta dei grumoli avviene in tutte le stagioni, secondo le zone di produzione. Si adatta a qualsiasi terreno di medio impasto con presenza di sostanza organica. Le piante vengono disposte in file e distanziate di circa 25 cm l’una dall’altra. La raccolta del grumolo avviene dopo circa 90 giorni dalla semina. Richiede frequenti e abbondanti irrigazioni e preferisce un clima temperato di tipo mediterraneo.
Se la pianta trascorre almeno un mese a temperature inferiori a 7°C passa dalla fase vegetativa alla fase riproduttiva formando lo scapo fiorale ramificatol’impollinazione è di norma incrociata, ad opera di insetti. Il frutto è oblungo o ellissoide ed ha un aroma caratteristico che lo rende idoneo a essere usato, oltre che per la propagazione della pianta, anche come spezia.

Finocchio
Famiglia e varietà

Il finocchio appartiene alla famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere).Tra le varietà ricordiamo il “Bianco dolce di Firenze”, il “Gigante di Napoli”, il “Grosso di Sicilia”, il “Tondo precoce romanesco” e “Wadenromen”.

Esigenze pedoclimatiche
Il finocchio predilige un clima temperato e mite, l’optimum di coltivazione è nell’Italia centro-meridionale proprio per queste caratteristiche. Le basse temperature spingono la pianta alla riproduzione a scapito della produzione dei grumuli.

Il finocchio predilige terreni di medio impasto tendenti al sciolto, freschi, ricchi di sostanza organica e con struttura profonda. Nei terreni molto compatti il grumolo tende a svilupparsi fuori terra, ciò determina un inverdimento delle guaine (e quindi del grumulo) e lo sviluppo di germogli tra le guaine.

Tempi di semina e trapianto
Il terreno che deve ospitare il finocchio deve essere preparato con cura, sia negli strati superficiali che in quelli sottostanti (circa 25-30 cm). Essendo coltura di secondo raccolto risulta difficile la preparazione dei terreni pesanti e compatti, quindi porre massima attenzione, consigliamo in questo caso la preparazione di aiuole sopraelevate (evitando così anche ristagni idrici).
I tempi di semina del finocchio vanno da aprile-maggio in pieno campo o in semenzaio tra aprile e luglio a cui segue il trapianto circa quattro settimane dopo. Nelle coltivazioni biologiche le semine sono tendenzialmente ritardate (nord Italia) per evitare freddi tardivi che nelle fasi iniziali portano le piantine a fiorire prematuramente.

La semina a dimora si effettua seminando rado su solchi profondi 1-1,5 cm distanti 45 cm tra loro. Appena possibile si effettua il diradamento a 22-30 cm tra le piante. La semina protetta in ambiente ventilato e luminoso consente di ottenere piantine robuste e ben formate.

Fertilizzazioni
Il finocchio è pianta esigente in N, P e K, è accumulatrice di nitrati (porre attenzione) ed essendo coltura di secondo raccolto è preferibile coltivarlo in un’aiuola che ha ospitato piselli o patate (anche zucchine) la stagione precedente, e preparare il terreno con composto maturo.

Cure colturali ed irrigazione
L’imbianchimento dei grumoli è operazione consueta nella coltivazione dei finocchi, questi vanno rincalzati più volte (3-4) ed il terreno deve coprire buona parte del grumolo.
La rincalzatura  favorisce il contenimento delle malerbe e l’accumulo di calore attorno alla pianta, cosa assai gradita ai finocchi. Questa operazione va iniziata nel momento in cui i grumoli stanno cominciando a gonfiarsi e hanno le dimensioni di una pesca.

Avversità
La malattia più dannosa per questa coltura è la sclerotina (causata dal fungo Sclerotinia sclerotiorum), capace di compromettere irrimediabilmente il grumolo della pianta, questo fungo infatti porta a marcescenza la parte colpita che si ricopre di un feltro bianco. Le piante colpite vanno estirpate ed allontanate dal campo per evitare la diffusione del patogeno nel terreno.

Per prevenire l’attacco di questo fungo consigliamo una sistemazione del terreno tale da evitare inutili e dannosi ristagni d’acqua, l’adozione di una densità d’impianto ottimale, una appropriata concimazione azotata e una ponderata irrigazione. Nei terreni contaminati, prima della lavorazione, si può ricorrere alla lottamicrobiologica con il fungo antagonista Coniothyrium minitans che si sviluppa a spese degli organi di conservazione del fungo, distruggendoli.

Produzione e raccolta
La raccolta si effettua quando il grumolo ha raggiunto lo sviluppo completo ha inizio la raccolta che può essere effettuata manualmente (direttamente in campo eliminando foglie e radici), parzialmente  meccanica (con un vomere e poi successivamente manualmente)  o totalmente meccanica con ausilio di un macchinario in grado di effettuare tutte le operazioni.
Le rese oscillano tra i 300-400 quintali ad ettaro.

Valori nutrizionali
Il finocchio è la verdura con il più basso indice calorico solo 15 Kcal per 100 g, favorisce la digestione combattendo la formazione di gas intestinali, è ricco di vitamina A e C, di sodio, calcio, fosforo e soprattutto potassio benefico per cuore e sistema nervoso.

Biodinamica
Consigliamo giorni di fiori per la semina, la raccolta e le lavorazioni, se si esegue trapianto immergere le radici in acqua dinamizzata con 500 (cornoletame) o spruzzare del 500 nei solchi, questo favorirà una forte stimolazione al radicamento.

Il cornosilice (501) è indicato per l’incremento nella resa qualitativa delle infiorescenze se la coltura viene coltivata come spezia.
Per contrastare le crittogame consigliamo irrigazioni ponderate (no ristagni idrici), un sesto d’impianto che consenta una buona areazione e l’utilizzo di equiseto.

Tra le consociazioni favorevoli segnaliamo cicoria e radicchio per le varietà tardive, di fine estate, oppure piselli, cetrioli e lattughe per le varietà a semina precoci. Sconsigliate consociazioni con pomodori e aneto.

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