Biopensieri 2014

febbraio 2014

CORPO ETERICO E CORPO ASTRALE OVVERO LUCE ED AMORE

La “chimica moderna” si è fatta i soldi ed ha distrutto l’humus (la vita) della terra per combattere le malattie delle piante con la creazione di migliaia di veleni sempre più potenti, mentre invece una semplice analisi più attenta, cosciente e vivente ci dice che la stessa malattia della pianta ha una origine ben diversa dalle forme di vita animali od umane e ci dimostra che cercare di curare le malattie delle piante come si curano le malattie dell’animale o dell’uomo è di una stupidità e di una ottusità immane, infatti i “non – risultati” delle cure delle malattie vegetali dopo 100 anni di uso di veleni nei terreni si vedono e si colgono ampiamente nel disastro agricolo moderno: scomparsa della vita nel terreno ed aumento esponenziale delle stesse malattie e nascita di nuove forme degenerative nelle piante …
Rudolf Steiner ci spiega chiaramente che la malattia dell’animale o dell’uomo ha spesso una causa interna mentre lo stesso non si può dire della pianta che mai ha una causa interna. La malattia del regno vegetale va sempre riportata a motivi esteriori, a diversi influssi nocivi della qualità del terreno, ad una insufficiente esposizione alla luce od al calore, ad effetti di vento o di altri fenomeni naturali esterni, oppure si dovranno riportare certe malattie delle piante a influssi di insetti od influssi di parassiti che si accostano alla pianta sempre dall’esterno e la danneggiano. Nell’ambito del regno vegetale il concetto di “cause interne della malattia” non ha nessuna giustificazione perché la pianta ha uno stomaco esterno, il terreno, ed un cuore esterno, governato dal Sole e dal sistema solare, quindi di fatto la pianta non può ammalarsi.
Una pianta ci mostra un tutto, un unicum composto da corpo fisico e corpo eterico e come tale non può ammalarsi, ma la malattia od il danno può solo giungere dall’esterno, mentre nel regno animale ed umano la malattia può giungere anche dall’interno. Va detto che la stessa pianta quando subisce danni esteriori è in grado di fare di tutto per difendersi nella crescita e nello sviluppo contro i danni subiti per guarirsi, nella stessa pianta esiste un forte potere terapeutico, una difesa interiore, quando subentra un danno esteriore; per esempio se incidiamo una pianta la stessa cerca di crescere attorno alla zona lesa con grande forza per circoscrivere ciò che la danneggia o che la ostacola.
Si vede chiaramente che nel corpo fisico e nel corpo eterico della pianta abbiamo qualcosa che è in grado di rispondere con forze risanatrici interne alle forze lesive esterne. Questo è un fatto di straordinaria importanza perché ci indica che il corpo fisico ed eterico della pianta hanno in sé dei principi originari di salute, per quanto è necessario allo sviluppo ed alla crescita del suo essere, ma ci mostra inoltre perfino che esiste una eccedenza di queste forze che si manifestano chiaramente quando sopraggiungono azioni lesive dall’esterno. Naturalmente queste forze risanatici sono ben diverse da una pianta selvatica od una domestica ed ancora ben diverse (per non dire quasi nulle) in un ibrido od in un OGM e per combinazione di queste ultime citate deboli o nulle forze eteriche spesso senza pensarci troppo ci nutriamo quotidianamente …
Sappiamo che le prime medicine umane hanno avuto origine da queste forze eteriche delle piante, soprattutto di piante che “toccano “ l’astrale, l’animico, ovvero le piante chiamate “aromatiche” o dette anche “medicinali” e grazie a Rudolf Steiner ora sappiamo che cosa significa “medicinale”, ovvero pianta carica di sane forze guaritrici eteriche, forze costruttrici di nuova vita.
Ma da dove arrivano queste invisibili ma potentissime forze risanatrici? Se facciamo un taglio in un corpo minerale puro e semplice la lesione rimane in eterno, questi non potrà fare nulla per sanare il danno, pertanto in un corpo fisico non potremo mai parlare di malattia e tanto meno di possibilità di guarigione, solo in una pianta potremo vedere quando si manifesta una malattia dall’esterno e il successivo sviluppo della sua forza di guarigione. Quindi la forza risanatrice interna va ricercata nel corpo eterico della pianta: attorno alla ferita di una pianta il corpo eterico dà inizio ad una vita molto più vivace di quella che si esplicava prima in quel punto: il corpo eterico produce da sé forme del tutto diverse, sviluppa correnti che prima non sviluppava; quando apportiamo un danno al corpo fisico di una pianta nello stesso tempo stimoliamo il corpo eterico della stessa pianta ad una attività molto accentuata! Con la chimica minerale usata in agricoltura si è tarpata, si è violentata e sterilizzata (di fatto ne sono stati tranciati i cordoni ombelicali che arrivano dal cosmo) la naturale esplicazione delle forze eteriche per la stupidità, l’arroganza e l’ignoranza dell’essere umano.
Con questo non abbiamo ancora definito il concetto di malattia , ma abbiamo fatto qualcosa per arrivare al “come della malattia”, abbiamo raggiunto qualcosa che ci lascia presagire qualcosa in merito al “come interiore” della guarigione: se la pianta ha le giuste forze eteriche contrasta e vince la malattia che arriva dall’esterno, se è debole ne viene sopraffatta, se viene avvelenata la sua debolezza viene ulteriormente aumentata e vive in uno stato di “coma vegetativo”
Dai danni che produciamo alle piante possiamo ora risalire a certi danni che apportiamo agli animali, cioè ad esseri che posseggono un corpo astrale, un corpo animico. Negli animali superiori la “risposta” del loro corpo eterico sarà sempre più bassa di come reagisce una pianta, perché il corpo animico od astrale animale

per forza di cose si nutre dello stesso corpo eterico . Se per esempio un cane perde una gamba il corpo eterico del cane non riesce a ricostruire una nuova gamba, non ha degli effetti risanatori così potenti e forti come se tagliamo un ramo, una foglia o un filo d’erba.
Se andiamo negli animali inferiori vediamo che se una lucertola che perde la coda la ricostruisce, se ad un tritone taglio una zampa questa si ricostituisce velocemente e l’animale in breve tempo riprende il suo consueto aspetto. Cosa si è fatto? Si è stimolato una certa forza risanatrice del corpo eterico dello stesso animale. Chi potrebbe negare che lo stimolo a sviluppare forze curative nel corpo eterico comporterebbe, nell’uomo o nell’animale superiore, un danno, un danno rilevante per la salute?
L’animale inferiore al contrario viene solo indotto , nel suo corpo eterico, a far crescere dal suo interno (come la stessa pianta) un altro arto mediante il suo corpo eterico. Se noi tagliamo un arto ad un gambero , lo stesso gambero non è capace di far ricrescere un altro arto. Però già quando arrivano al prossimo passaggio della loro vita, nella prossima muta , già si vede spuntare un moncone al posto dell’arto mozzato, alla seconda muta si allunga e se non è troppo vecchio con altre mute arriva a risviluppare completamente il suo arto mancante. Qui un corpo eterico ci mette più tempo ma arriva con le mute a rigenerare completamente il suo arto.
Negli animali superiori il fenomeno non si manifesta più assolutamente nella stessa misura. Se mutiliamo un animale superiore a sangue caldo, se taglio una zampa ad un cane, lo stesso animale non può trarre le forze risanatrici che gli servono dal suo corpo eterico. Però se questo animale ha dei discendenti questi saranno normali e nessun figlio sarà mutilato della gamba come il genitore. Quindi il corpo eterico trasmette completamente le sue proprietà ai suoi discendenti e viene di nuovo stimolato a comporre un organismo completo, quindi occorre rilevare che si deve parlare di una forza curativa del corpo eterico anche quando la trasmissione ereditaria passa dai predecessori ai suoi discendenti, ecco come agiscono le forze curative del corpo eterico. Se andiamo a dormire stanchi morti dopo una giornata faticosissima e se possiamo dormire bene un certo numero di ore al mattino saremo sicuramente più riposati, perché? Nella notte, col sonno, in assenza del corpo astrale e dell’Io il corpo eterico lavora in noi per “ricostruire” il corpo fisico in collaborazione con forze di gerarchie spirituali molto superiori all’essere umano.
Come mai più saliamo dai vegetali agli animali ed all’uomo il corpo eterico deve fare sforzi sempre maggiori per far scaturire le necessarie forze curative? Questo dipende dal fatto che il corpo eterico può essere collegato col corpo fisico nei modi più svariati, potremmo semplificare dicendo che tra il corpo fisico ed il corpo eterico, nei vari gradi evolutivi, esiste una comunanza più stretta ed una più libera.
Potremo spiegare questo dicendo che nelle piante e negli animali inferiori esiste un legame mobile tra corpo eterico e corpo fisico, ovvero il legame è tale che il corpo fisico non è in grado di reagire sul copro eterico , che il corpo eterico non resta inattaccato, non resta estraneo a ciò che accade sul corpo fisico, ovvero che il corpo eterico è in un certo modo indipendente dal corpo fisico, più libero.
Va ricordato, come dice Rudolf Steiner, che l’essenza del corpo eterico è quella dell’attività, della riproduzione, della crescita; il corpo eterico promuove la crescita delle piante e degli animali e dell’uomo fino ad un certo limite. Nel momento in cui come abbiamo detto, tagliamo uno stelo, un ramo o un arto, il corpo eterico è subito autonomamente pronto a ricostituire ed completare quell’arto, ovvero a svolgere la sua piena attività.
A questo punto dobbiamo chiederci, che cosa deve esistere affinchè il corpo eterico non possa esplicare una piena e libera attività? Per esempio negli animali superiori e nell’uomo? Rudolf Steiner ci dice che in questo caso il corpo eterico deve essere più specializzato, più legato strettamente all’attività dell’arto interessato, c’è un legame più stretto e più compatto tra corpo eterico e corpo fisico. Quando il corpo fisico plasma le sue forme, queste stesse forme, ossia quanto è nella natura fisica, reagiscono a loro volta sul corpo eterico.
Dicendo questo in modo più chiaro e semplice potremmo dire che, negli animali inferiori e nelle piante ciò che è fuori non reagisce sul corpo eterico, lo lascia in pace, conduce una esistenza autonoma. Non appena arriviamo agli animali superiori, le forme del corpo fisico si impongono di ritorno sul corpo eterico, le forme fisiche negli animali superiori sono più forti; in questo modo il corpo eterico è del tutto inadatto al corpo fisico e se noi facciamo una ferita, una amputazione al corpo fisico noi lediamo sia il corpo fisico che quello eterico, perché in questi regni sono totalmente interconnessi.
Allora per poter “guarire”, per poter riportare alla normalità il corpo fisico, il corpo eterico deve impiegare forze molto più profonde, perché esso deve innanzitutto ricostituire prima di tutto se stesso e solo dopo (se ce la fa a ricostituirsi) ripara le membra lese. Il corpo eterico di un animale superiore deve fare appello a forze curative molto più profonde. Ma perché il corpo di un animale superiore è così dipendente dalle forme del suo corpo fisico?
Perché qui oltre che il corpo fisico ed eterico entra in gioco anche il corpo astrale od animico, negli animali inferiori il corpo astrale agisce ancora in maniera poco efficace, per questo motivo gli animali inferiori hanno tanta analogia con le piante.
Quanto più saliamo in alto nei gradi evolutivi, tanto più va considerato il corpo astrale perché lui stesso agisce in modo da rendere dipendente da sé il corpo eterico. Va considerato che un essere come la pianta, che possiede solo il corpo fisico ed il corpo eterico, non percepisce il mondo esteriore: una pianta percepisce i mondo esteriore come lo percepisce un uomo in stato di coma vegetativo. Nella pianta attraverso il mondo esterno vengono esercitati degli stimoli, però questi stessi stimoli non si esprimono in processi interiori, dove invece è attivo un corpo astrale questi processi esteriori si riflettono in processi interori; in pratica su una pianta o negli animali inferiori questi processi “scivolano via” mentre negli animali superiori, il corpo astrale, come una spugna, li assorbe e li fa suoi, se ne impossessa e se ne arricchisce e per far questo deve usare anche energie eteriche a discapito del corpo fisico. Rudolf Steiner dice che “Un essere che non ha il corpo astrale in azione è interiormente isolato al mondo esterno, mentre tanto più si apre al mondo esterno tanto più si trova in attività il corpo astrale”. Cosa ci apre al mondo esterno? Il movimento. Quindi il corpo astrale unisce l’interiorità di un essere col mondo esteriore e l’attività in aumento del corpo astrale fa si che il corpo eterico debba impiegare forze più intense per compensare i danni che subentrano.
Se saliamo ancora dall’animale all’uomo, ci sarà da considerare qualcos’altro. Nel corpo astrale non vengono soltanto impresse, introdotte, delle funzioni prescritte , come negli animali: l’animale vive con un itinerario preciso per un programma di vita vincolata, quello che chiamiamo istinto animale. E’ praticamente impossibile che un animale (selvatico o libero) possa deviare dai propri istinti o che li moderi, un animale segue perfettamente il suo “programma di vita”. Ogni animale ha un suo verso, un suo “suono eterico” inconfondibile.
L’uomo proprio per il fatto di essere salito ad un grado superiore della scala dell’evoluzione , si trova nella condizione di vivere

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fino in fondo tutte le possibili differenze tra giusto ed ingiusto, tra verità e menzogna, tra bene e male. L’uomo viene in contatto col mondo esteriore nei modi più svariati, oggi mediante impulsi esclusivamente individuali; tutte queste specie di contatti ricadono, lasciano una impressione, sul corpo astrale. La conseguenza di questo fatto ne è che anche l’azione reciproca tra corpo astrale e corpo eterico deve manifestarsi secondo gli eventi esteriori; in pratica se un uomo conduce una vita sregolata, questo comporta una impressione sul suo corpo astrale e noi abbiamo visto che il corpo astrale influenza a sua volta il corpo eterico, ed il come dipenderà da quel che è stato inserito nel corpo astrale. Da questo fatto possiamo comprendere ora che il corpo eterico dell’uomo viene modificato a secondo del tipo di vita che l’uomo conduce tra i confini del buono o del cattivo, del giusto o dell’ingiusto, della verità o della menzogna etc. Tutto questo lascia ed esercita un influsso indelebile sul corpo eterico dell’uomo.
Chi conosce l’antroposofia conosce quali sono i processi che l’uomo sperimenta attraverso la morte: quando deponiamo il corpo fisico resta indietro il corpo eterico che è collegato al corpo astrale e con l’Io. Solo dopo tre giorni dopo la morte il corpo eterico viene deposto ed abbandonato come un secondo cadavere. Resta però come “eredità” un estratto del corpo eterico che viene conservato e ci viene riportato come “dote” nella prossima incarnazione e per tutti i tempi a venire. Dal momento che l’animale non ha nulla di questo, proprio perché non può deviare dal suo “programma” non porta nulla del corpo eterico trasformato, perché di fatto non ha trasformato nulla, ha solo accolto “informazioni”, esperienze che vanno direttamente ad agire sull’anima di gruppo dell’animale e semmai lì agiranno sul corpo eterico di gruppo, ma praticamente mai sul singolo animale.
Tutto il nostro comportamento, morale o non, viene invece impresso come una essenza, come un timbro, come un suono (intonato o stonato) e riportato in agire con una nuova nascita e questa essenza si riversa nuovamente nel suo nuovo corpo eterico e di conseguenza si imprime nel nuovo corpo fisico. Di conseguenza nella sua vita l’uomo ha nel suo nuovo corpo eterico i risultati di come visse nella vita precedente , e siccome il corpo eterico è l’edificatore del nuovo organismo dopo una nuova nascita, tutto questo adesso si imprime totalmente nel corpo fisico.
Perché questo “residuo di corpo eterico” si può imprimere nel corpo fisico in una nuova incarnazione? Rudolf Steiner ci spiega che nella forma di un corpo umano, che entra con la nascita in una nuova esistenza, possiamo vedere all’incirca quali azioni abbia compiuto in una vita precedente. Ma come mai gli animali superiori, che non hanno l’Io, non portano le conseguenze delle vite passate attraverso un loro “residuo eterico”? L’animale alla nascita porta in sé il corpo astrale comune alla sua specie e questo limiterà in quell’animale le sue forze curative del corpo eterico: come l’uomo ha un “residuo karmico dell’eterico”, così l’animale ha un eterico altamente specializzato che non va bene per un altro animale. Nell’uomo troviamo che non solo il corpo astrale ma anche il corpo eterico è impregnato delle conseguenze di azioni compiute in una vita precedente e siccome il corpo eterico è impregnato delle conseguenze delle azioni compiute in una vita precedente e dato che il corpo eterico possiede di per sé la forza di riprodurre quanto ha in sé dal passato, comprenderemo anche che, se ora entra in lui un’altra forza, esso sarà in grado di immettere in tutta la struttura dell’organismo ciò che porta da incarnazioni precedenti. Sarà chiaro come le nostre azioni del passato possano agire sul nostro stato di salute nella vita successiva e come nel nostro stato di salute dobbiamo molto spesso ricercare un effetto karmico delle nostre azioni di una vita precedente, quella che Rudolf Steiner chiamava “medicina karmica.
Questo ci fa comprendere che ogni azione che facciamo causa “effetti registrati” e che hanno poi a loro volta effetto sulle nostre prossime vite e questo ci determina anche le cause dei dolori, delle malattie e delle situazioni di vita che spesso non riusciamo a comprendere se “percepiamo” solo la vita presente.
Se io avveleno il mondo ne avrò un effetto karmico, se mangio cibi avvelenati anche in maniera inconsapevole, se il mio comportamento non é morale, se uso la menzogna, se penso solo a me stesso ed ai miei interessi personali, etc … io ne avrò ed altri ne avranno effetti karmici.
Rudolf Steiner nella sua frase “La materia è luce intessuta, l’elemento animico è amore in qualche modo rarefatto” ci dice che qui si trovano le chiavi di innumerevoli segreti dell’esistenza terrena. Queste parole valgono solo per l’esistenza terrena e nessun altro campo dell’esistenza cosmica. Se riusciamo con coscienza a dare al nostro karma un cambio di direzione, in un caso o nell’altro ci colleghiamo con quelli che sono esattamente gli elementi costitutivi della nostra esistenza terrena: da un lato con luce divenuta materia, dall’altro con l’amore divenuto sostanza animica. Facendo questo ne possiamo trarre il mezzo terapeutico o dall’ambiente circostante, dalla luce densificata, oppure dalla nostra stessa anima, dall’amore risanato, dall’atto di sacrifico cosciente e consapevole e cureremo così con la forza animica acquisita dall’amore. Ci colleghiamo con la luce e con l’amore (il calore): forze sane ed incorrotte del corpo eterico e del corpo astrale. Tutti gli stati terrestri sono in un modo o nell’altro stati di equilibrio tra luce ed amore ed è profondamente malsano un disturbo dell’equilibrio tra luce ed amore.
Se vi è in qualche posto un disturbo dell’amore, possiamo venire in aiuto esplicando la forza stessa dell’amore; se il disturbo è nella luce possiamo venire in aiuto procurandoci in qualche modo nell’universo la luce che può neutralizzare la tenebra in noi ed avremo così gli elementi fondamentali dell’aiutare umano per ogni regno terrestre.
Questo ci indica come, nell’esistenza terrena, tutto si basa su posizioni di equilibrio di elementi contrari tra loro o contrapposti e nel loro intrecciarsi l’uno nell’altro (come il DNA) si basa tutto ciò che si svolge nella vita terrena, in campo animico e materiale. E queste grandi, nobili e gratuite conoscenze che se ben applicate possono cambiarci e cambiare la nostra vita e quella dei nostri simili e non solo, le dobbiamo al nostro grande maestro, incompreso, inascoltato e spesso travisato, Rudolf Steiner.

Ivo Bertaina

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