Sappiamo ancora cos’è veramente il Natale?

Come tutti gli anni ci avviciniamo al Natale ed i pensieri che ci passano per la testa sono sempre gli stessi : Cosa regalo?, A chi regalo?, Cosa facciamo nelle feste? Dove andiamo? Il pranzo come e dove lo facciamo? Come ci vestiamo? Abbiamo fatto l’albero di Natale od il presepio? Etc. etc…
Dimenticandoci che soprattutto il Natale dovrebbe essere per eccellenza una festa spirituale, molto staccata dalle facezie della materia ed invece è sempre più esattamente l’opposto….
Fra l’altro ci siamo anche dimenticati che fino all’anno 354 D.C. il Natale era festeggiato il 6 gennaio ovvero per Natale si intendeva solo ed esattamente il battesimo del Cristo nel Giordano ad opera del Giovanni Battista, nel senso che si festeggiava la nascita del Cristo che vivrà poi per tre anni e mezzo nel corpo del Gesù 30enne e non la nascita del bambino Gesù.

Come mai questo cambiamento da parte della Chiesa? Perché la gente comune non riusciva più a sentire, a capire, a cogliere il senso della nascita di uno spirito divino nel corpo di un uomo seppur particolarissimo, il Cristo in Gesù, ed allora per rendere più accessibile la cosa a tutti si preferì festeggiare la nascita del bambino Gesù, un aspetto più tangibile, più terreno e via via il Battesimo nel Giordano è andato a sparire, ad essere sostituito dalla visita dei Re Magi, oppure dal discorso del bambino Gesù 12enne nel tempio, entrambe le cose festeggiate il 6 gennaio e pochissimi si ricordano che il 6 gennaio è nato, si è incarnato per la prima volta un Dio in un corpo umano.

Oggi abbiamo Babbo Natale e poi la Befana che ci coprono di regali distogliendoci ed occultandoci il regalo più importante che potremmo e dovremmo farci, cogliere questo momento per iniziare una personale crescita spirituale regalandoci e regalando agli altri un momenti di grande raccoglimento interiore per fare quello che il Cristo attende da noi: farlo nascere, accoglierlo in ognuno di noi ed iniziare a fare quel percorso spirituale individuale che ci aspetta.

Invece come ci comportiamo? Avvicinandoci al Natale ci sentiamo “più buoni”, cerchiamo di dimenticare le cose che ci assillano, ci creiamo un periodo di tempo nel quale ci estraniamo per un po’ dalla realtà per vivere un po’ più spensierati, mangiamo come dei maiali da ingrasso schifezze assurde, regaliamo milioni di cose inutili e stupide, compriamo e regaliamo inutili panettoni, pandori, dolci vari e vini disgustosi ed assurdi che per fortuna girano solo a Natale, copriamo di regali i nostri figli per farci

perdonare del tempo che non passiamo con loro, magari per sentirci bene facciamo anche qualche donazione, spesso inutile, a Telethon o teleacciuga, ci mandiamo auguri stereotipati e vaghi ma in realtà non facciamo quasi niente di nuovo. Tutto si ripete uguale o peggio e dopo l’Epifania ci sentiamo stanchi, più grassi, con meno soldi nel portafoglio, vuoti nello spirito, se abbiamo ancora la fortuna di sentirlo, e riprendiamo il solito tram tram nell’attesa delle prossime feste e del prossimo Natale e giorno per giorno, Natale per Natale sprechiamo la nostra vita e roviniamo le altre che ci stanno vicine.

Cosa ne dite, non sarebbe ora di cambiare?
Per aiutarvi nel cambiamento vi regalo la leggenda, che leggenda non è ma storia vera, del Buon Gherardo raccontata come l’ha fatto Rudolf Steiner nel giorno di Natale del 1916 durante una conferenza e pubblicata in un libricino da 2,00 € dalle Edizioni Archiati. Leggendola capiremo meglio cosa è il Natale.

Augurandovi un buon risveglio spirituale vi esorto a vivere personalmente ed intimamente il Natale del Cristo.

Ivo Bertaina

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