IL PREPARATO DI ARGILLA

Sono sempre stato incuriosito fin dalla prima volta che lo lessi, una ventina di anni fa, dal passo della 2a conferenza di Kobertwitz tenuta da Rudolf Steiner nel 1924 dove nel libro “Impulsi scientifico spirituali per il progresso dell’agricoltura” a pag. 48 accenna al preparato di argilla.
Ci dice “Possiamo dire che press’a poco fra novembre e dicembre vi è un periodo in cui quel che succede sotto la superficie del suolo diventa molto importante per la crescita delle piante. Si pone quindi il problema di come sia possibile sfruttare questa condizione per la crescita delle piante. Si vedrà che un giorno l’utilizzazione di queste conoscenze sarà molto importante per la crescita delle piante.”
La cosa che mi colpisce di queste righe è che ripete per ben tre volte in poche righe come questo periodo sia importante per la crescita delle piante.
Nel capoverso 14 sempre della 2a conferenza Rudolf Steiner ci dice ancora “Vorrei subito far osservare che se abbiamo un terreno per se stesso incapace di portare verso l’alto ciò che nel periodo invernale deve agire in alto, è opportuno aggiungere allora argilla nella dose adeguata di cui dirò più tardi. Così si rende il terreno atto a condurre al di sopra del suolo la forza cristallizzante che si può vedere mentre la neve che cristallizza; tale forza di cristallizzazione diventa sempre più forte ed intensa quanto più si penetra nelle profondità della Terra; si utilizza così il processo, prima che esso giunga alla sua conclusione che avrà luogo in gennaio od in febbraio, e si porta in alto, al di sopra del suolo, quel che prima era in esso, sfruttandolo a vantaggio della crescita delle piante.”
Come sappiamo tutti R. Steiner tenne questo Corso ad inizio giugno ed a fine settembre 1924, dopo 3 mesi, si ammalò gravemente e non terrà altri corsi sull’agricoltura.
Resta il dubbio se ne abbia parlato durante il corso e non sia stato stenografato il testo oppure se se ne sia dimenticato.
Questa cosa un po’ strana va a braccetto con un altro fatto che ho appena scoperto: tra un paio di mesi sarà stampato da Agri.Bio un libro che riporta le impressioni dei partecipanti del Corso di Kobertwitz ed in un capitolo un partecipante accenna a due seminari che tenne Rudolf Steiner durante il corso sulla comunicazione di apposite preghiere per gli agricoltori e sull’uso delle facoltà mentali per il controllo dei fenomeni meteorologici dei quali non ne abbiamo traccia.

Quando si tratta di un caso, si dice che può essere, ma con questi sono tre casi e per me fanno quasi un sospetto...

Sappiamo che nel Medioevo d’inverno gli agricoltori spargevano un composto di argilla e salnitro sul terreno in dose quasi omeopatiche, tipo concime per dare forza nuova alla primavera e questo riporta d’attualità l’idea iniziata da R. Steiner.
Enzo Nastati parlava di allestire un preparato di Corno Argilla già nel 1990 dicendo di usare bentonite inserita in corno di mucca interrato nel periodo che va da prima delle 12 Notti Sante al 15 febbraio.
Suggeriva due modi di usarlo: 800 grammi dinamizzati come il cornoletame dato in giorni di acqua per favorire l’accestimento, in giorni di aria per favorire la levata, oppure dopo l’inverno per manifestare la levata, in giorni di fuoco verso la fine della fase di maturazione(per svuotare il barile).
Diceva inoltre che dato ai Morti, tira giù le forze , dato a Santa Lucia e nel periodo delle 12 Notti Sante e Candelora tira su le forze.
Ho pensato qualche volta a provare ad allestirlo in questi anni, ma, come si dice, per vari motivi non sono mai arrivato a farlo.

Poi quest’estate mi rileggo le righe citate di Rudolf Steiner e forze a settembre ne parlo con Michele Baio che mi gira una mail di Sabrina Minestrina dove parla di un convegno sull’argilla tenuto a Dornach ad ottobre…
E’ come se sia sorta in giro per l’Europa una esigenza di portare a termine questo preparato incompiuto, ed infatti….
Le telefono subito e mi dice che ha un libro di Hugo Erbe (l’inventore del lievito Sekowa) su come allestire il preparato di argilla e mi gira una sintesi in italiano che ha fatto lei stessa e che vi invito a leggere con molta attenzione.

HUGO ERBE, un paio di note biografiche sul personaggio:

Nasceva settimino nel 1895 l’8 settembre in Svevia (D), e veniva amorevolmente allevato dalla nonna nel suo ampio giardino a Schwabisch Gmund, la quale gli trasmise la sua vastissima conoscenza sulle piante, gli animali e le rocce. Inoltre in quegli anni sviluppò anche una fruttuosa relazione con il parroco cattolico nonostante la sua famiglia fosse protestante.
La sua frequentazione scolastica veniva spesso interrotta a causa della sua salute cagionevole. Dopo la maturità si avviò a seguire le orme paterne con un apprendistato commerciale. Ma questo non lo soddisfala e si arruolò volontario. Aveva appena compiuto i 21 anni quando in un luogo abbandonato trovò un libro che rapidamente nascose nel suo tascapane e che più tardi si rivelò essere “La scienza occulta” di R. Steiner. Lettolo rapidamente capì che era stato un libro del quale non si sarebbe più separato. Dopo la guerra cominciò l’università ma per la malattia del padre interruppe gli studi e si dedicò agli affari di famiglia e cominciò a prendere lezioni di canto sviluppando il suo naturale talento musicale. Nel 1922 sposò Maria Rosschmann figlia di un panificatore di Ulm. Matrimonio felice fino alla morte e coronato da 4 figli. Cantava come baritono e per l’Opera di Francoforte. Riteneva importanti le tecniche di respirazione e articolazione ma soprattutto uno sguardo interiore verso le capacità dell’organismo umano di essere lo strumento per la produzione di parole e toni. La sua grande devozione verso la parola si sviluppò nel periodo di malattia durante la quale perse e recuperò la sua voce. Giovanni, l’evangelista di Patmos (conosciuto tramite Steiner) divenne il suo grande insegnante. L’altro suo grande modello fu Cristiano Rosenkreutz.. All’età di 33 anni, lasciata l’attività commerciale paterna e la carriera artistica, si dedicò alla nutrizione umana. Studiò intensamente i cereali, la loro antica provenienza dalla coltivazione di piante selvatiche, la loro condizioni di crescita, il loro uso in agricoltura in associazione con altre piante coltivate e soprattutto la loro complementarietà opposta all’uva. Quindi si occupò della panificazione. Scoprì che aggiungendo vino in una maniera speciale al lievito, si produceva l’ingrediente ideale e complementare per produrre il pane perfetto: che egli chiamò il “Corpo di Cristo” (in tedesco si dice Laib che si pronuncia Leib – corpo. In questo contesto si dovrebbe riflettere anche sul significato del luogo dove è nato Gesù : Betlemme, in ebraico “beth lehem” significa “la casa o il posto del pane”). Lavorando con antiche idee sulla palingenesi (la resurrezione delle piante dalle proprie ceneri) e con i suggerimenti di Steiner riguardo all’uso di miele e sale come lievito, Erbe creò un nuovo tipo di lievito i cui maggiori ingredienti sono miele e farina di piselli. La farina di piselli, come portatore di azoto e mercurio alchemico, agisce da intermediario tra il sale dell’impasto salato e lo zolfo del miele, lo “spirito” del pane. La composizione del lievito è tale per cui il rapporto della farina di piselli con l’acqua e miele corrisponde al la proporzione esistente tra terra continentale emersa e la massa d’acqua della Terra.
E’ intorno al 1950 che Herbe ha notizia del lavoro di Viktor Schaubergher una guardia forestale che aveva fatto straordinarie scoperte riguardo la natura e la attività delle forze formative eteriche. In un articolo Callum Coates descrive un metodo per impartire energia eterica alle sostanze che è simile a quello usato da Hugo Erbe: “ Al calar del sole Viktor Schauberger vide l’agricoltore agitare l’acqua con un remo in una barella di legno. In questa sbriciolava dell’argilla mentre cantava tutta la scala dalla nota più bassa su su fino al falsetto. Cambiando la direzione dell’agitazione dell’acqua, egli cantava dal falsetto giù fino al basso. Durante questa attività l’agricoltore si piegava sopra l’acqua in movimento e cantava nell’acqua. Lo chiamò “canto dell’argilla”. L’agricoltore si interruppe solamente dopo il calar del sole e raccontò a Schaubergher di aver imparato il canto dell’argilla da suo nonno e si riferiva ad esso come una eredità antichissima. Nel canto dell’argilla l’acqua deve essere infusa con energia vitale, o respiro vitale così da poter diventare benigna, fruttuosa e fertile. L’argilla, del resto, è il trasportatore dei migliori elementi in tracce, che vengono caricati attraverso la canzone e così divengono i carriers delle forze vitali necessarie al terreno. L’umanità deve capire che la terra è in grado di respirare in modo adeguato. Il giorno successivo l’acqua intonata è spruzzata sul campo con fronde di palma e in modo molto fitto così da coprirne completamente la terra. Grazie al respiro pulsante della terra, l’acqua percola e trascina con sé le sostanze metalliche giù nella terra.”

IL PREPARATO D’ARGILLA
per consolidare le forze che mediano tra il processo del calcio e del silicio
Procurarsi il richiesto quantitativo di mattoni d’argilla. Distribuirli all’aperto su delle tavole di legno e lasciarli così per 7 settimane. Prelevare il giusto quantitativo necessario e lavarlo con acqua piovana e ridurlo a una pasta amalgamata in un contenitore non metallico. Lavorare l’impasto fino a una consistenza colloidale liscia fino a che l’acqua piovana non è limpida e le particelle d’argilla si depositano sul fondo. Allontanare delicatamente l’acqua in eccesso. Riempire nuovamente con acqua piovana fresca e ripetere l’operazione per altre 6 volte. L’argilla dovrebbe avere la consistenza di un delicato sapone.
La massa di argilla viene ora mescolata con una eguale quantità di frumento biodinamico appena raccolto. L’impasto è poi posto in una trachea di mucca appena macellata le cui estremità vengono ben chiuse. Si prende un appropriato pezzo di stoffa e lo si ricopre con un grosso strato di argilla bagnata e con questo si avvolge la trachea posizionandolo nel tronco di un albero cavo (e se questo non esiste allora lo si avvolga in corteccia d’albero –meglio se betulla- e lo si lasci all’aperto per un anno). L’argilla così maturata può esser custodita in una giara di vetro impermeabile all’aria (ad es. la giara di Kilner) posizionata in luogo fresco e asciutto. Può essere utilizzata subito ma anche rimanere attiva per anni.
Utilizzo: dovrebbe essere usato in tutte le fattorie e giardini biodinamici.
Si usano circa 10 gr. di argilla x 100 litri d’acqua piovana e dinamizzato per 1 ora e spruzzato in alto nell’aria.
Note: l’argilla è il mediatore tra il processo del calcio e quello del silicio. La maggior parte delle argille contengono un certo quantitativo di calco, sebbene i suoi maggiori costituenti siano di derivazione dalle rocce basaltiche, specialmente feldspati. L’argilla è il mediatore essenziale della fertilità in tutti i terreni coltivati. Comunque, nella sua naturale condizione minerale è morta e quindi necessita essere preventivamente rinvenuta, riportata in vita, dal trattamento speciale di piccoli quantitativi di argilla che vengono finemente dispersi (spray) sulle coltivazione e nei giardini. Questo preparato richiede l’uso di una trachea di mucca o di toro che è l’organo che media un processo che avviene tra il polo neuro sensoriale e il processo digestivo, un uno scambio ritmico particolarmente evidente nei ruminanti.

Cosa mi resta da fare? Allestirlo. Vado dal mio solito macellaio che non sa più cosa dirsi quando vado a richiedergli le parti più strane per fare preparati agricoli e mi faccio dare tre trachee.
Prendo l’ottima argilla verde di Argital, un po’ di grano biodinamico della cooperativa della Collina, avanzato dalla semina di quest’autunno del nostro campo di grano, avviso l’appena costituito gruppo A.R.A.B. (agricoltori e ricercatori in agricoltura biodinamica) e durante uno splendido pomeriggio con un bellissimo e caldo sole dell’11 dicembre dopo un breve confronto sulle tecniche da adottare allestiamo il preparato di argilla con il metodo di Enzo Nastati e di Hugo Erbe, con delle sensazioni straordinarie soprattutto per la complessità e genialità del secondo.
Adesso sono lì a maturare ognuno al suo posto ed attendiamo che siano pronti (quello di Enzo Nastati per il 15 febbraio e quello di Hugo Erbe per il prossimo 10 dicembre 2010) per poterli testare.
Combinazione, una ventina di anni fa avevo piantato quattro betulle vicino a casa ed adesso che sono cresciute sono tornate utili!
Un grazie a Michele Baio, a Giulio Moiraghi, a Cristian Giorni, a Saverio Blasi, a Sergio Fontan ed a Fabrizio Testasecca per la collaborazione pronta per l’allestimento e per lo studio assieme su come fare questa prima prova.
Abbiamo deciso di chiamare questo preparato che lavora sul passaggio delle forze vicendevole tra calcare e silice 509.
Mi farebbe piacere sapere se in Italia è già stato allestito in una delle due maniere e se si, quali risultati sono stati ottenuti con il suo uso.
Ed eccovi una piccola carrellata di foto sull’allestimento del preparato di argilla nelle due versioni, un saluto a tutti, per ogni informazione in merito sono sempre disponibile per tutti, Ivo Bertaina




 

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