Il gruppo
dei fondatori del marchio presenti al convegno
Da sinistra: Cristina Marello, Ivo Bertaina, Vittorino Crivello, Paolo
Gargano e Stefano Bellotti.Completano il gruppo dei fondatori Gino Girolomoni
e Francesco Salamita |
Nella
splendida cornice di Cà Scapin in Santa Maria di Zevio (VR),
in occasione del salone di degustazione dei produttori aderenti al movimento
Renaissance des AOC del 1 e 2 aprile 2007, ha avuto luogo la prima presentazione
ufficiale dei marchi AGRIBIODINAMICA.
E seppure questa data, 1 aprile, può far pensare a un originale
pesce d’aprile, il progetto è tutt’altro che una
burla.
Nato dall’idea e dall’impegno di un ristretto gruppo di
produttori biodinamici, imprenditori e tecnici, AgriBioDinamica si fonda
su un articolato disciplinare di produzione che unisce al controllo
del metodo di produzione anche l’attenzione alla qualità
finale del prodotto.
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Nella suggestiva cornice
di Cà Scapin si è svolta la presentazione del marchio.
L’inaspettata affluenza di pubblico ha costretto molti dei partecipanti
ad assistere in piedi all’evento |
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quali sono le novità e le caratteristiche di AgriBioDinamica?
Come si evince immediatamente dal logo stesso,
che deriva dalla fusione dei marchi già esistenti “AgriBio”
e “Triple A”, AgriBioDinamica è espressione di una
volontà collaborativa in spirito di unione e non di divisione,
ed è anche espressione di una forte spinta operativa “Dinamica”
appunto, aperta all’evoluzione, al miglioramento e alla crescita
positiva dell’agricoltura biodinamica stessa.
Come spiegato da Ivo Bertaina, Presidente di AgriBio
e cofondatore di AgriBioDinamica, nella relazione di presentazione nel
convengo di presentazione del 1 aprile a Zevio (VR)
“...la certificazione AgriBioDinamica è un controllo
di qualità del prodotto. Nel contempo AgriBioDinamica rappresenta
un’azione di aiuto e di sostegno alle aziende che decidono di
produrre all’insegna dell’alta qualità nel rispetto
dell’ambiente e delle forze vitali della Terra e del Cielo, e
intendono offrire al consumatore un prodotto speciale, curato in tutte
le fasi di produzione, trasformazione e commercializzazione”.
E ancora in merito alla situazione generale dell’agricoltura italiana:
“In tutti i campi produttivi l’uomo ha fatto progressi
da gigante, le scienze e le tecnologie hanno portato a miglioramenti
nella qualità dei prodotti, dei servizi e della sicurezza sul
lavoro. Nell’agricoltura invece è successo l’esatto
opposto: dalla rivoluzione verde del secondo dopoguerra ad oggi che
cosa è successo? La diffusione di varietà ad alta efficienza
produttiva e di scarso valore qualitativo, l’impoverimento del
patrimonio colturale mondiale, la messa a punto di processi di trasformazione
con la massiccia sostituzione delle materie prime vegetali con additivi
chimici e ancora l’invasione sul mercato agricolo di diserbantifungicidi
e insetticidi che hanno contaminato l’ambiente ed hanno reso il
lavoro dell’agricoltore rischioso e dannoso per la salute a causa
di intossicazioni acute e croniche.
A fronte di tutto ciò il prodotto agricolo viene pagato sempre
meno all’agricoltore al punto che si preferisce lasciare la frutta
a marcire sugli alberi piuttosto che registrare disastrose perdite per
i costi della raccolta che non vengono nemmeno pareggiati dai risibili
prezzi di mercato. Eppure ogni famiglia spende ogni anno di più
per mangiare, non parliamo poi di mangiare bene.
Il pane per esempio: negli ultimi venti anni il costo di un chilo di
pane è aumentato del 400% e ben di più.
Eppure negli anni ’80 un quintale di grano veniva pagato oltre
37.000£ contro i 13-14 € di oggi.
Se da un lato possiamo chiederci dove va a finire tutta questa differenza
e se possiamo lamentarci dei continui rincari, dobbiamo anche riconoscere
che il prezzo pagato per certi prodotti come il grano e la farina sono
del tutto inadeguati rispetto ai costi di produzione che nel giro di
vent’anni sono tutt’altro che diminuiti. Il grano è
la base dell’alimentazione dell’uomo, il pane è un
alimento nobile, ricco di proprietà vitali che vanno ben aldilà
dei suoi contenuti in sostanze chimiche. Per aumentare i margini di
profitto si sono progressivamente aumentati i prezzi di vendita al consumatore
e ridotto progressivamente la qualità delle materie prime.
E noi ogni giorno paghiamo sempre di più per acquistare sempre
di meno.
Un marchio di qualità che garantisca il rispetto delle caratteristiche
vitali dei prodotti e che controlli la filiera fino al consumatore è
lo strumento per riequilibrare questo inammissibile divario”.
Agri.Bio.Dinamica adotta le norme relative all’agricoltura biologica
del Reg. CE 2092/91 e successive modifiche, ma ancor prima fonda i propri
principi costituenti sulla scienza dello spirito di Rudolf Steiner che
per primo delineò i principi dell’agricoltura biodinamica.
I prodotti AgriBioDinamica costituiscono la simbiosi tra il processo
produttivo e l’impulso spirituale: il lavoro dell’uomo non
più finalizzato alla mera produzione di merci ma alla creazione
di beni e servizi portatori di forze rigeneratrici e vivificanti per
quanti li producono, impiegano e ne usufruiscono.
Il costo della certificazione Agribiodinamica non sarà mai un
ostacolo per l’agricoltore in quanto stiamo mettendo a punto un
sistema che possa sostenere tali spese senza gravare sulle spalle delle
aziende.
In risposta ad alcune tra le principali critiche mosse ai sistemi
di certificazione e di qualità in agricoltura, AgriBioDinamica
si connota in maniera completamente nuova:
- non è l’ennesimo “pezzo di carta” frutto
di ulteriore burocrazia ma un disciplinare estremamente attento agli
aspetti produttivi pratici. Un sistema di controllo basato sulla valutazione
diretta in campo e in stalla, sulla verifica delle competenze professionali
del produttore e sulla qualità vitale dei prodotti finali.
- non l’ennesimo salasso per l’azienda agricola per ottenere
un certificato in più, ma un contributo minimo che serve a sostenere
i costi per garantire la serietà di chi fa agricoltura biodinamica
e le spese per la sua promozione presso le famiglie e le persone che
acquistano e impiegano questi prodotti.
- non un sistema rigido e standardizzato che appiattisce e uniforma
prodotti e produttori, ma un protocollo agile e articolato che garantisce
il rispetto delle norme prestabilite e che premia ed esalta al contempo
le caratteristiche di eccellenza quando queste si manifestano nel connubio
agricoltore, artigiano, artista.
- non un’organizzazione formale e distante ma un gruppo di persone
concrete che agiscono nella massima trasparenza, a partire da un disciplinare
sempre consultabile e la possibilità di ottenere informazioni
e aggiornamenti diretti e immediati su tutte le attività della
commissione di certificazione.
Esaminiamo ora alcuni aspetti del disciplinare:
- Le aziende agricole devono garantire la preservazione della fertilità
del suolo attraverso il mantenimento e l’incremento della sostanza
organica. Attraverso un’approfondita indagine diretta il suolo
agrario verrà periodicamente monitorato attraverso una Scala
di Vitalità del Suolo per valutare le caratteristiche e le
variazioni nel corso del tempo dell’humus nel terreno.
- Tolleranza Zero per gli OGM.
Pur riconoscendo le difficoltà sempre maggiori che l’agricoltore
riscontra nello sfuggire a contaminazioni accidentali, si ritiene
di vitale importanza l’adozione e del rispetto del Principio
di Massima Cautela;
- La cura e tutela dell’ecosistema è considerata di primaria
importanza e le aziende sono tenute ad operare per garantire la salvaguardia
della biodiversità. Il rispetto di questo requisito avviene
tramite un’articolata indagine di campo e l’attribuzione
di un Indice di Vitalità Ambientale dell’agroecosistema;
- Tutti i fertilizzanti approvati dal regolamento potranno essere
impiegati esclusivamente se prima compostati nel cumulo biodinamico;
- La competenza professionale è importantissima. Gli imprenditori
aderenti devono garantire l’aggiornamento delle proprie conoscenze
attraverso la frequenza come allievi, o l’organizzazione come
docenti qualora ne esistano i presupposti, di corsi e seminari riconosciuti
dalla Commissione di Certificazione;
- Gli allevamenti devono rispettare i criteri in materia di benessere
animale prescritti da un’apposita Scheda di Valutazione;
- Gli alimenti AgriBioDinamica dovranno superare positivamente la
prova di degustazione con la valutazione di un’apposita Commissione
per l’analisi sensoriale;
- Obbligo di impiego dei preparati biodinamici secondo le dettagliate
disposizioni del disciplinare riguardo alla qualità dei preparati
stessi e alle modalità di distribuzione.
La strada per l’ottenimento dei marchi AgriBioDinamica è
non soltanto limitativa, nel senso di escludere pratiche che danneggiano
l’ambiente e la salute, ma è anche e soprattutto positiva
in quanto prescrive l’attuazione obbligatoria di pratiche volte
a preservare ed aumentare l’energia vitale e la qualità
del prodotto agroalimentare attraverso la cura e la tutela dell’agroecosistema
stesso e dei sistemi di trasformazione.
Tutti i processi di produzione, commercializzazione e distribuzione
connessi ai prodotti AgriBioDinamica devono avvenire nel massimo rispetto
dell’ambiente e delle risorse naturali, in un percorso di continua
responsabilizzazione dell’uomo nei confronti del pianeta che
abita. Responsabilità da parte di chi produce e che con il
suo agire influisce sul terreno, sull’acqua e sull’aria,
responsabilità da parte di chi acquista e impiega i prodotti
verso la propria salute e quella della propria famiglia. Due anelli
della stessa catena che non vanno disgiunti, produrre e prendersi
cura della salute di chi si nutrirà di quei prodotti, acquistare
e riconoscere il vero valore del lavoro e dell’impegno di chi
si è messo al servizio delle nostre tavole.
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