Il migliore metodo per chi opera secondo le indicazioni donateci da Rudolf Steiner nel corso di Koberwitz è l’utilizzo dei dissuasori biodinamici, i quali rappresentano un’elaborazione del metodo delle ceneri. Un altro approccio degno di nota che ha affinità con i dissuasori biodinamici è quello dei nosodi, secondo le indicazioni date da Samuel Hahnemann. Queste indicazioni sono valide per tutti gli insetti, qui di seguito comunque sono riportate anche altre alternative ed utili informazioni.

N.B. Nel caso non venga specificato, le diluizioni omeopatiche consigliate sono da intendersi le centesimali, normalmente CH 9-10 (circa 1 ml in un litro di acqua non clorata).

Acari

– Normalmente gli acari vengono quando è caldo e secco, se piove non ci sono. Si può utilizzare una diluizione omeopatica di fosforo contro gli acari e la cocciniglia (usare 30 CH). Il fosforo può essere anche usato insieme al nosode.
– Per acari delle more e delle fragole: decotto di tanaceto volgare (pianta e fiori freschi, 300 g in 10 litri di acqua) in primavera (da spruzzare tal quale). Infuso di assenzio (pianta e fiori freschi, 300 g/10 litri di acqua) in primavera (tal quale).
– Infuso di bulbi tritati finemente di aglio e cipolla (75g in 10 litri di acqua). Spruzzare tal quale per 3 giorni sulle piante.
– Acaro rosso: innaffiare le foglie con acqua di calce (versare acqua sopra la calce e lasciarla riposare finché la calce non si è depositata). Spruzzare sulle piante. Un’altra alternativa è il macerato di equiseto con 0.3% di sapone in pasta da unire con macerato di ortica. Diluirlo 5 volte.
– Il ragnetto rosso ama un ambiente asciutto, spruzzare un getto d’acqua fredda per un po’ di giorni; si riducono le generazioni.

Afidi e tisanotteri (insetti che succhiano la linfa)

– Se compaiono gli afidi c’è eccesso d’azoto. L’azoto stimola la formazione delle parti verdi delle piante, in particolare quindi dei germogli primaverili. Un eccesso di azoto comporta un maggiore assorbimento di acqua e quindi più linfa grezza nelle piante, pertanto un eccesso di acqua zuccherata che attira gli afidi.
– Usare la diluizione omeopatica Acidum Nitricum.
– La diluizione omeopatica di Sulphur va bene per gli afidi, infatti agisce sull’umidità. Il Sulphur può anche essere aggiunto al nosode.
– La diluizione omeopatica Menta viridis viene usata per gli afidi sulle piante della famiglia del cavolo (Brassicacee).
– Il nosode si può fare non solo coll’insetto che fa il danno ma anche col suo predatore: la coccinella per gli afidi, per esempio; in questo caso si porta la forza del predatore sulle piante per tenere lontano il fitofago.
– Sulphur + Coccinella (il nosode) per gli afidi dei fagiolini.
– Utilizzo del legno di quassio: 200 g in 10 litri di acqua con pH inferiore a 7. Fare macerare il legno in acqua per 24 ore e poi bollire per un’ora. Diluire 1:7 e possibilmente dinamizzare per 20 minuti. Si possono aggiungere 100 g/hl di sapone di Marsiglia o silicato di potassio per aumentare l’adesività del prodotto. Spruzzare a goccia fine sulle foglie alla sera ed al mattino presto.
– Sapone neutro: 1 cucchiaio di sapone in 1 litro di acqua. Irrorare ogni 2 giorni per 3 volte, poi lavare la pianta con solo acqua. Eseguire l’operazione nel tardo pomeriggio, si può potenziare l’azione con l’alcool (massimo un cucchiaino per litro). L’aggiunta di oli essenziali di eucalipto, citronella, geranio ed altri aumenta l’efficacia.
– Piretro: 20-30 g per 10 litri di acqua. Usare il piretro naturale e non i piretroidi di sintesi chimica. Ha azione distruttiva però su tutti gli insetti.
– Macerato di ortica di 24 ore, diluire in dieci parti di acqua e bagnare l’intera pianta.
– Afide nero ed Acrolepia assectella: infuso di rabarbaro (500 g di foglie in 3 litri di acqua), da dare tal quale.
– Infuso di tanaceto vulgare (300 g in 10 litri), spruzzare non diluito. Anche per afide lanigero.
– Afide lanigero: macerato di ortica (1 kg in 10 litri di acqua) di 12 ore da spruzzare non diluito.
– Infuso di felce aquilina (1 kg della pianta fresca in 10 litri di acqua) da dare sulle piante ed il terreno (diluito 1:10).
– Formiche e larve degli afidi: macerato di assenzio fatto con la pianta ed i fiori freschi (300 g in 10 litri di acqua), da usare tal quale con 1% di silicato di sodio.
– Infuso di bulbi tritati finemente di aglio e cipolla (75g in 10 litri di acqua). Spruzzare tal quale per 3 giorni sulle piante.
– Le operazioni eseguite in Luna calante servono per disperdere, purificare e togliere, per esempio per agire su dei pidocchi presenti sulle piante. Iniziando ad agire nella notte del Plenilunio si ottiene il massimo effetto di dispersione o purificazione, iniziando nel quinto giorno dopo il Plenilunio si può compiere una novena di purificazione o dispersione, iniziando nel giorno dell’ultimo quarto si può effettuare un settimanale di purificazione o dispersione.
– Olio di Neem: 1-2 litri in 100 l di acqua tiepida, dinamizzare per 20 minuti.
– Spruzzare una D6 di Acidum silicicum per i pidocchi delle fave (non va bene l’equiseto).
– Pidocchio del melo: insetticida a base di olio di abete.
– Una soluzione al 5% di tetrasilicato aiuta gli alberi da frutto contro pidocchi e funghi.
– Afidi verdi: fare bollire gambi e foglie di pomodoro in acqua. Spruzzare sopra le piante infestate.
– Macerato di equiseto con 0.3% di sapone in pasta; unire con macerato di ortica e diluire 5 volte.
– Contro i Tripidi (Tisanotteri) si può usare una soluzione di acqua di tabacco e sapone liquido.

Agriotes lineatus (elateridi)

– La pacciamatura di corteccia, scarti di piallatura e segatura sono un luogo adatto per la proliferazione di questo insetto che può danneggiare enormemente le orticole.

Aleurodidi

– Colpiscono le erbe aromatiche. Spruzzare una soluzione di nicotina e sapone. In alternativa si può anche usare 30 g di tintura di sapone verde con due cucchiai di polvere Ryania in un litro di acqua (attenzione però che il suo principio attivo è tossico per l’uomo e gli animali a sangue caldo).

Alternaria

– Si usano delle argille acide (ULMASUD).

Altica del cavolo

– Mettere una rete da ombreggio sopra la serra, all’ombra l’altica non prolifera.
– Trapiantare i cavoli alla fine di Luglio perché ci sono meno problemi di altica che normalmente scompare in quel periodo, tuttavia è un po’ troppo tardi e la pianta matura poco.

Calandra del grano

– Per informazioni varie sul comportamento di questo insetto vedere il “Calendario delle semine 2016” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 62.

Cavolaia

– Il piretro è valido per la cavolaia nell’orto. Va dato di notte, dura circa 2 ore ed al primo raggio di Sole non è più attivo (contro lo Scaphoideus titanus si aggiunge olio di pino, che lo disperde meglio, ed aceto; queste indicazioni possono essere valide anche per la cavolaia).
– La mosca del cavolo vola per deporre le uova quando il Sole e la Luna sono in Ariete. Particolarmente minacciate sono le piante messe a dimora troppo profondamente mentre le piante che sono ancora nell’aiuola non sono minacciate. Dunque nel trapiantare, i cavoli precoci non vanno messi troppo profondi.
– Trattare per 3 volte con decotto di assenzio (300 g di assenzio, pianta fresca, in 10 l di acqua, bolliti un poco) non diluito allo sfarfallamento.
– Estratto di pomodoro (pestare foglie e germogli, 2 manciate in 2 litri di acqua; lasciare in infusione per 2 ore). Si spruzza tal quale allo sfarfallamento.
– Decotto di tanaceto volgare (300 g/ 10 litri) non diluito allo sfarfallamento ed in autunno.
– Spruzzare le piante con blanda soluzione di sale o cospargere il terreno al mattino presto con farina di segale o calce in polvere.
– Utilizzo del Bacillus thuringiensis.

Cocciniglia

– Si può utilizzare una diluizione omeopatica 30 CH di fosforo contro la cocciniglia. Il fosforo 30 CH può essere anche usato insieme al nosode.
– Utilizzare Petroleum CH 30.
– Macerare 1 kg di felce maschio in 10 litri di acqua; spruzzare in inverno sulle piante tal quale.
– Per cocciniglie su alberi da frutto sciogliere mezzo kg di farina di senape in 40 litri di acqua e spruzzare all’inizio della primavera.

Coreidi

– Usare la trementina e la cenere di legna da applicare con innaffiatoio. La trementina si estrae dai pini silvestri.

Carpocapsa

– Utilizzo del virus della granulosi.
– Decotto di assenzio (300 g in 10 litri di acqua) allo sfarfallamento, spruzzato tal quale.
– Ryania speciosa (pianta tropicale, col suo legno, essiccato e finemente macinato, si ottiene un insetticida naturale che viene utilizzato per difendere le pomacee dalla carpocapsa del melo. Attenzione però perché l’insetticida naturale a base di Ryania, col suo principio attivo, è tossico per l’uomo e gli animali a sangue caldo).
– Utilizzo del Bacillus thuringiensis.

Dorifora

– Ogni 20-25 giorni, al mattino presto, un trattamento polverulento con alghe litotamnio, quando la vegetazione è ancora bagnata di rugiada. La polvere di litotamnio aderisce alle foglie, creando un ambiente sfavorevole alla dorifora che non riesce più a far aderire bene le sue uova sulla pagina inferiore delle foglie e fa più fatica a rosicchiare la vegetazione, a causa della presenza della polvere di consistenza gessosa; inoltre il litotamnio, essendo basico, crea un ambiente sfavorevole anche per le malattie fungine come la peronospora (ndr. In base alle mie esperienze, il risultato è limitato).
– Raccogliere le larve delle dorifore e metterle in acqua; dopo 3-4 giorni il liquido si allunga con acqua e si spruzza sulle patate (odoraccio!). (ndr. In base alle mie prove, ha un buon effetto immediato, dopo alcuni giorni le larve scompaiono ma gli adulti restano: ovviamente non è però un intervento risolutivo).

Grillotalpa

– Bruciare alcuni animali catturati col Sole in Toro e Luna in Scorpione. I grillitalpa si riproducono in composti troppo asciutti. Ovviamente dalle ceneri bisognerebbe allestire un dissuasore biodinamico.

Formiche

– Formiche rosse in abbondanza indicano forte acidità del terreno, invece le formiche nere indicano un equilibrio (sono insetti sacri!). In caso di infestazione in una casa si può spruzzare del piretro dove entrano.
– Spruzzare Canfora CH 10-12
– Infuso di tanaceto vulgare (300 g della pianta e dei fiori freschi in 10 litri di acqua), da spruzzare tal quale tutto l’anno.
– Macerato di assenzio (300 g della pianta e dei fiori freschi in 10 litri di acqua), da spruzzare tal quale tutto l’anno.
– Pepe rosso per respingere formiche dalle arnie (non il pepe di Caienna).

Limacce

– Il fosfato ferrico ha un meccanismo d’azione piuttosto selettivo nei confronti dei molluschi. Agisce a livello del metabolismo del calcio, provoca un blocco nell’alimentazione nel giro di poche ore dall’assunzione. L’umidità provoca il rigonfiamento dei granuli che, così ammorbiditi, sono maggiormente appetibili per le limacce. Il fosfato ferrico ha una solubilità molto scarsa: il rischio di dilavamento a causa di piogge o irrigazioni abbondanti dopo la somministrazione è limitato, dunque non ha effetti collaterali. Va distribuito preferibilmente la sera quando le limacce iniziano a comparire.
– Una pacciamatura con aghi di pino e fronde di conifere in genere, equiseto, felce volgare e sambuco disturbano gli spostamenti delle limacce. Spolverare il terreno attorno alle pianticelle con sabbia, segatura, cenere di legna, gusci d’uovo sbriciolati serve a disturbare i molluschi, costituendo una barriera di protezione di tipo fisico.
– Pacciamatura con foglie e corteccia di quercia sparse per terra le allontana.
– Infuso di assenzio (300 g/ 10 litri di acqua) spruzzato sopra il terreno in primavera ed in autunno le respinge.
– Cenere di legna sparsa intorno alle piante fa secernere ai lumaconi muco fino alla morte.
– Barattoli e bicchieri da riempire di birra fino a metà attraggono le limacce, le quali finiscono per annegarci dentro.
– Timo e piante aromatiche in genere hanno un effetto repellente, così come la preparazione di tisane e decotti a partire dalle loro foglie e fiori, da irrorare sulle colture agrarie.
– Gli attacchi di limacce sono influenzati dal ritmo celeste, con attacchi più violenti in concomitanza con il passaggio di Marte nelle costellazioni che compongono il trigono d’acqua (Pesci, Cancro e Scorpione).
– L’incenerimento delle limacce deve avvenire con la Luna in Cancro, meglio se c’è anche Marte di passaggio davanti al Sole o la Luna: questo potenzia l’azione. Le chiocciole non si bruciano perché la bava che lasciano è come un concime.
– Molto efficace è la nebulizzazione del 501 così come il macerato di lumache, da spruzzarsi poi sulle aiuole e lungo i bordi esterni.
– Si possono mettere le lumache, quando la Luna è in Cancro, in acqua fino a quando la Luna ritorna in Cancro. I vasetti devono essere messi esposti alla Luna. Il preparato si diluisce 1:10 e si dà soprattutto attorno all’orto ma meglio non sulla verdura perché prende un cattivo odore.
– Helix tosta (CH 5-6) si usa per le lumache dell’orto, va bene per tutte le limacce; la spruzzatura si fa al momento del trapianto dell’insalata, si rifà dopo piogge intense.
– Si possono tenere degli assi nell’orto così le lumache vanno sotto, si gira poi l’asse e si tagliano le lumache presenti lasciandole lì (meglio se viene fatto con la Luna in Cancro) a macerare e a volte basta solo questo tipo di intervento.
– 3 g di semi di Picea excelsa vengono schiacciati in mortaio fino a diventare una polvere fine, si aggiunge acqua tiepida fino ad ottenere una poltiglia, dapprima spessa e poi sottile (è la parte solubile dei semi pressati fortemente che viene mescolata in acqua). Si aggiunge acqua tiepida fino ad un litro. Agitare la bottiglia energicamente per 5 minuti e poi lasciarla al Sole, agitandola ogni tanto. Spruzzare sulle piante.
– La Limax maximus è una lumaca senza guscio che si nutre di resti vegetali in decomposizione e mangia anche le uova della covata delle altre lumache senza guscio, è dunque una lumaca benefica!

Lombrico

– Se la Luna è in Ariete, nel Leone o nel Sagittario il lombrico si trova a circa un metro di profondità; in Toro, Vergine e Capricorno a 5-20 cm; in Pesci, Cancro e Scorpione sta in superficie. Di notte sale spesso in superficie.

Marssonina coronaria

– Si confonde con lo Phyllosticta, provoca delle defogliazioni delle piante.

Mosca delle cipolle

– Spargere cenere di legna sul terreno.

Mosca del letame

– Preparare l’esca per la cattura delle mosche:
a) Una dose di miscela attrattiva, composta da 250 g di lievito secco per panificazione (o 2 kg di lievito fresco) e da 2 cucchiai rasi di carbonato d’ammonio
b) 2 litri di acqua tiepida (da 25° a 35°C)
c) Un recipiente di plastica a collo stretto e con tappo a vite della capacità di 3 litri circa (oppure 5 litri se si usa il lievito fresco).
d) Introdurre gli ingredienti nel recipiente, mescolare, avvitare il tappo e poi svitare leggermente per permettere al gas di uscire senza che l’aria possa entrare dall’esterno. La fermentazione deve avvenire in assenza di aria, non aprire quindi la bottiglia fino al momento di travasare la miscela nelle trappole. L’esca matura per 8-10 giorni in un locale con temperatura superiore ai 12°C (non farla maturare alla luce del Sole).
e) Versare circa 1/3 di litro in una bottiglia di plastica con un tappo tipo “Tap trap”; le trappole funzionano meglio al suolo che sospese.

Nematodi

– Seminare come pianta nematocida il tagete. Deve stare in campo per almeno tre mesi, poi può essere trinciato ed interrato. L’effetto può durare fino a 3 mesi.

Palomena prasina

– Per le cimici che puzzano (Palomena prasina) si usa il nosode + Tuja CH 200.

Piralide del bosso

– Il nosode della piralide del bosso ha dato ottimi risultati.

Punteruolo delle galle del cavolo

– Vola col Sole e la Luna in Toro sulle aiuole di cavoli tardivi ancora troppo fitti in semenzaio. Le piante non sono attaccate se sono già nel posto definitivo e distanziate. Ricoprire le aiuole nei giorni sopra indicati affinché l’insetto non si possa avvicinare alle piante.

Scaphoideus titanus

– Il piretro per lo Scaphoideus va dato di notte con olio di pino, che lo disperde meglio, ed aceto. Dura circa 2 ore ed al primo raggio di sole non è più attivo.

Tarli del tralcio della zucca rampicante

– Spargere canfora o pepe nero attorno alla pianta. Per intervenire contro l’adulto che è una farfalla va bene la trementina.

Tignole degli alberi da frutto

– Seminare il tanaceto vicino ai peschi.
– Esca per tignole degli alberi da frutto: mettere retina da 5 mm in vasetti di vetro con 3-5 cm di zucchero scuro. Appendere i vasi sugli alberi prima della fioritura.

Tuta absoluta

– L’ospite principale è il pomodoro ma può attaccare anche la patata (la parte aerea della pianta), la melanzana, il peperone. L’adulto è una farfalla grigio-argentea lunga 6-7 mm, provvista di
tacche nere sulle ali anteriori, con antenne sottili. Di giorno è poco visibile, preferendo nascondersi tra il fogliame o a livello del suolo. Ogni femmina adulta può deporre fino a 200 uova. Queste ultime sono di dimensioni estremamente ridotte, inferiori al mezzo millimetro, sono deposte sulla pagina inferiore della foglia, sui fusti teneri o sui sepali immaturi. Le larve causano il danno diretto alla pianta, scavando mine nelle foglie dell’ospite. Gli attacchi fogliari determinano l’apparizione sulle foglie di gallerie (rimane soltanto l’epidermide della foglia, perché il parenchima viene divorato dalle larve); ogni galleria (mina) contiene una larva ed i suoi escrementi. Col tempo le gallerie, inizialmente bianco-argentee, necrotizzano ed imbruniscono. Le larve attaccano i frutti sia verdi che maturi. I pomodori presentano necrosi sul calice oppure dei buchi di fuoriuscita in superficie, inoltre le aperture provocate dall’insetto su foglie, fusti e frutti costituiscono vie d’accesso per altri patogeni.
– Per ciò che riguarda Tuta absoluta si può utilizzare il Nesidiocoris tenuis, un predatore che si nutre a spese di tripidi ed aleurodidi e normalmente è presente nell’areale mediterraneo. Questo insetto svolge un’interessante azione predatoria nei confronti della minatrice, bisogna però segnalare che tale predatore in caso di scarsità di prede può trasformarsi in fitofago esso stesso e, pungendo i tessuti fogliari, causare i tipici danni da infestazioni di cimici. Per il monitoraggio ci si può avvalere di trappole a feromoni per la cattura degli adulti.
– In agricoltura biologica si usa olio di Neem ed interventi mirati con spinosad.

Controllo insetti vari

– Interventi vari:
a) Coleotteri (dorifora, punteruolo, …): Neem polvere, Neem olio
b) Ditteri (mosche e zanzare): assenzio + erbe aromatiche, legno quassio, Neem
c) Emitteri (afidi, cocciniglie, cimici, …): bentonite + alghe, assenzio + erbe aromatiche, legno quassio, Neem, piretro, sodio silicato
d) Imenotteri (formiche, tentredini): assenzio + erbe aromatiche, legno quassio, Neem, piretro (per le uova)
e) Larve di lepidotteri (carpocapsa, cavolaia, antonomo, nottue, cydia, …): bentonite + alghe, piretro, sodio silicato
f) Lepidotteri: assenzio + aromatiche, Ryania speciosa + erbe aromatiche, Neem
g) Nematodi: Neem
h) Tripidi: legno quassio

– Contro gli insetti si possono usare gli oli essenziali di lavanda, timo, eucalipto, citronella, basilico, geranio e melissa. Si fanno delle miscele contenenti circa una goccia di ogni olio essenziale per litro di acqua, si dinamizza e si spruzza. Queste miscele vengono irrorate quando si inizia a vedere i primi sintomi.
– Il peperoncino macinato è un antibatterico ed è anche utile contro gli insetti. È molto pericoloso per gli occhi e le mucose e pertanto va usato con maschere e guanti. Si fa bollire in acqua dopo la macinazione.
– Contro i parassiti si può provare la diluizione omeopatica Allium cepa.
– Nel cuore dell’inverno (Gennaio – Febbraio) far congelare l’acqua nel terreno: aggiungere dell’argilla, vengono scacciati i parassiti.
– L’estratto di 24 ore di ortica fresca può essere irrorato per 3 volte nel giro di poche ore contro larve e bruchi.
– La zeolite come trattamento fogliare nella sua forma ultrafine ha la capacità di creare un film protettivo efficace sia contro funghi che insetti come la cimice asiatica. Per i trattamenti fogliari si consiglia l’uso dello Zeoplant ultrafine nella dose di 2-3 kg per ettaro dinamizzata in acqua per 1 ora prima dell’uso.
– Per tenere lontane le mosche seminare la ruta.
– Se ci sono troppe forze di aria e calore arrivano gli insetti sulle piante.
– Nell’incenerimento per gli insetti alati ci si deve spostare verso l’Acquario.
– Periodi ottimali per il trattamento con i dissuasori contro alcuni insetti:
a) Mosca della stalla: Sole e Luna in Gemelli
b) Tarma dei favi: Sole e Luna in Ariete
c) Punteruolo delle galle: Sole e Luna in Toro
d) Dorifora e varroa: Sole e Luna in Toro
e) Grillotalpa e grillo di terra: Sole in Toro e Luna in Scorpione.

Controllo insetti terricoli

– In caso di trapianto di bulbi, patate od insalate usare il Radisana che tiene lontani gli insetti terricoli ed ha una buona azione humificante.
– I pianeti esterni agiscono sulla riproduzione, se queste forze scendono in basso in prossimità delle radici il nematode delle barbabietole si riproduce.

Controllo insetti a corpo molle

– Olio di Neem: 1-2 litri in 100 l di acqua, dinamizzare per 20 minuti.

Insetticidi

– Effetto insetticida del macerato di felce al 10%, ancora più efficace se miscelato con quello di ortica al 2-3%.
– 150 g di aglio e cipolla tritati fine + 2 cucchiai di paraffina, poi dopo 24 ore si aggiunge 100 g di sapone in pasta in 10 litri di acqua: mescolare e filtrare.
– Macerato di cipolle: deve contenere anche erbe aromatiche, si spezzetta tutto finemente e si unisce all’acqua. Poi si aggiunge del sapone liquido e si spruzza sulle piante infestate da insetti.
– Se si hanno dei problemi di afidi o di insetti si può usare l’azadiractina con la fertirrigazione oppure spruzzata sulla foglia. L’a. è un insetticida sistemico che agisce contro gli afidi, i tripidi e gli insetti minatori che sono nella lamina fogliare. Per via fogliare si può utilizzare anche il piretro.

Legame insetti-Luna

– Gli insetti giovani sono legati di più alla Luna Piena, quelli vecchi e gli adulti alla Luna Nuova.

Patogeni dell’ulivo

– Margaronia: è una farfalla bianca ed il bordo anteriore delle ali è di color nocciola. Fa dei fili di seta all’apice del germoglio e tronca i germogli. Si controlla con il Bacillus thuringiensis tra Maggio e Giugno alla ripresa vegetativa.
– Oziorrinco: ha abitudini notturne, di giorno sta nel terreno od anfratti della corteccia. Mangia le foglie. Mettere delle fasce di resinato di lana nei tronchi principali dove l’insetto resta intrappolato (deve aderire bene con il fusto). Dopo 2-3 anni bisogna sostituirli e si usano fino a quando le piante sono giovani. Dopo si può anche evitare di utilizzarle.
– Fleotribo: è un coleottero che in inverno sta dentro delle gallerie nelle piante. Forma gallerie alle ascelle dei rami che così si sviluppano poco. Si pota in primavera ed i rami si lasciano per 15 giorni circa nel terreno, il fleotribo preferisce colpire questi rami che sono a terra. È difficile il controllo di questo insetto perché il fleotribo sta nel legno. Potare piante alternate, aspettare 15 giorni e bruciare le potature. Poi potare le altre piante e fare lo stesso. Se si trincia, togliere prima i rami più grandi perché non verrebbero ben trinciati. È poco diffuso, meno dell’oziorrinco.
– Rodilegno giallo: farfalla bianca con macchie blu scure. La larva ha corpo giallo, scava gallerie nel legno. È una patologia pericolosa se si diffonde. Gli oliveti irrigati vengono colpiti di più. Usare trappole MASTRAP-L per catturare il volo degli adulti; si fa la confusione sessuale per almeno 5 ettari.
– Tignola: farfallina grigia con riflessi argentei e macchie nere sulle ali anteriori; vola al tramonto. Le larve si nutrono di tessuti vegetali (fiori, foglie e frutti). Fanno un foruncolo in prossimità del peduncolo quando escono, quindi l’oliva cade. Possono scavare gallerie nell’oliva ma anche nelle foglie. Più facilmente sono attaccate le olive da mensa, forse perché sono più grosse. Il Bacillus thuringiensis non agisce nell’oliva, non è sistemico, serve però per abbassare la generazione successiva. Il trattamento si fa sulla generazione antofaga (quella che va sui fiori) per ridurre quella successiva (carpofaga, sui frutti). Si mettono delle trappole per capire quando c’è il volo degli adulti, lì si fanno i trattamenti.
– Mosca dell’oliva: attacca subito il frutto. Se le olive vengono spremute subito dopo la raccolta si limita il danno. Si usano trappole gialle con feromone, meglio se esposte sud ed ovest, a metà chioma e nelle zone periferiche dell’impianto. Una cattura di 3-5 femmine per trappola/settimana può essere il segnale per usare delle esche avvelenate. Le trappole si mettono poco prima che l’oliva diventi grossa come un cece, prima è inutile perché la mosca c’è ma non fa danni; normalmente verso fine Agosto-primi di Settembre è il periodo in cui si mettono. Se c’è molta infestazione anticipare la raccolta. Si raccolgono 200 olive prese in vari punti del frutteto, si tagliano a fette per fare una diagnosi (non è alternativo alle trappole, ci dice se c’è stato il danno alle olive, le trappole dicono solo che ci sono le mosche). L’accoppiamento avviene verso il tramonto; sopra 36 (42) °C la mosca muore (si parla della temperatura della polpa dell’oliva). La mosca attacca olive verdi, non quelle mature e scure. L’irrigazione anticipa l’attacco della mosca. È possibile intervenire nei seguenti modi:
a) liquidi zuccherini con piretro naturale per irrorazione
b) spinosad: piccole quantità (spintor fly), 1 litro in 4-5 litri di acqua. Basta uno spruzzo per pianta, con bassa pressione (devono arrivare delle gocce). Basta bagnare la chioma, non è necessario bagnare i frutti. Queste sono dosi per un ettaro da trattare. È un insetticida (batterio del terreno) + sostanza esca per attirare la mosca. Per piante non grosse si tratta una pianta sì ed una no. Se piove va ripetuto, l’efficacia è per una settimana. Agisce meglio se si trattano ampi appezzamenti. Il limite massimo è di 5 trattamenti/anno. Se si lasciano olivine sulla pianta, lì si sviluppano le mosche per l’anno successivo (dunque è meglio la raccolta a mano).

Fabrizio Testasecca

Riferimenti bibliografici

1) Corso di “Agromeopatia” tenuto in Agri. Bio nel 2017 da Maria Franziska Rindler, Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pagg. 41, 120, 124; dispensa “L’utilizzo delle erbe in agricoltura biodinamica” di Paolo Pistis, Corso sulla “Riproduzione e rigenerazione delle sementi” tenuto in Agri.Bio da Agostino Cermelli ed Ivo Bertaina

2) Corso di “Agromeopatia” tenuto in Agri. Bio nel 2017 da Maria Franziska Rindler, scheda “Il controllo degli afidi e di altri insetti con apparato pungente succhiatore” di Paolo Pistis, “Manuale molto pratico di agricoltura biodinamica” di Ivo Bertaina pagg. 153, 159 (Agri.Bio Edizioni), Corso di “Radionica e radioestesia” tenuto in Agri.Bio nel 2006 da Agostino Cermelli, “L’agricoltura del domani” di Lilly ed Eugen Kolisko (Agri.Bio Edizioni) pagg. 102-103, Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pagg. 41, 107, 120, 124, 137
3) “Calendario delle semine 2018” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 49
4) Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pag. 45
5) Serata tenuta dal sig. Casera presso la scuola Malva Arnaldi di Bibiana (TO) sul Centro sperimentale Laimburg
6) Corso sulla “Riproduzione e rigenerazione delle sementi” tenuto in Agri. Bio da Agostino Cermelli
7) “Calendario delle semine 2016” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 62
8) Corso di “Viticoltura biodinamica” tenuto in Agri.Bio nel 2013 da Stefano Bellotti, “Indicazioni dallo studio sulle costellazioni” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pagg. 71-72, Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pag. 62, dispensa “L’utilizzo delle erbe in agricoltura biodinamica” di Paolo Pistis
9) Corso di “Agromeopatia” tenuto in Agri. Bio nel 2017 da Maria Franziska Rindler, Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pag. 140, dispensa “L’utilizzo delle erbe in agricoltura biodinamica” di Paolo Pistis
10) Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pag. 67
11) “Agricoltura biologica mediterranea” di Gabriel Guet (Edagricole) pag. 319, dispensa “L’utilizzo delle erbe in agricoltura biodinamica” di Paolo Pistis
12) Articolo pubblicato su una newsletter Agri.Bio
13) “Indicazioni dallo studio sulle costellazioni” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 72
14) Corso su “Le ceneri” tenuto in Agri.Bio da Michele Baio, Corso di “Agromeopatia” tenuto in Agri. Bio nel 2017 da Maria Franziska Rindler, Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pag. 135, dispensa “L’utilizzo delle erbe in agricoltura biodinamica” di Paolo Pistis
15) Articolo pubblicato su una newsletter Agri.Bio, Corso di “Agromeopatia” tenuto in Agri. Bio nel 2017 da Maria Franziska Rindler, Corso su “Le ceneri” tenuto in Agri.Bio da Michele Baio, Quaderno n. 5 di Biodinamica “Le consociazioni vegetali e il loro impiego” di R. B. Gregg e H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pag. 61, corso “I dissuasori biodinamici” tenuto in Agri.Bio nel 2016 da Ivo Bertaina, “Orto e giardino per la salute del corpo e dello spirito” di Maria Thun (Editrice antroposofica), “Lo sviluppo dell’agricoltura biodinamica – Riflessioni sulle prime ricerche” del Conte Adalbert von Keyserlingk (Agri.Bio Edizioni) pag. 128, “Agricoltura biodinamica” di Koepf, Schaumann, Haccius (Editrice Antroposofica) pag. 202, “L’agricoltura del domani” di Lilly ed Eugen Kolisko (Agri.Bio Edizioni) pag. 282, “Indicazioni dallo studio sulle costellazioni” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 73, “Calendario delle semine 2016” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 42, dispensa “L’utilizzo delle erbe in agricoltura biodinamica” di Paolo Pistis
16) “Calendario delle semine 2017” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 55
17) Serata tenuta dal sig. Casera presso la scuola Malva Arnaldi di Bibiana (TO) sul Centro sperimentale Laimburg
18) Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pag. 92
19) “Agricoltura biologica mediterranea” di Gabriel Guet (Edagricole) pagg. 420-430
20) “Agricoltura biologica mediterranea” di Gabriel Guet (Edagricole) pagg. 138-139
21) Corso di “Agromeopatia” tenuto in Agri. Bio nel 2017 da Maria Franziska Rindler
22) Corso di “Agromeopatia” tenuto in Agri. Bio nel 2017 da Maria Franziska Rindler
23) “Indicazioni dallo studio sulle costellazioni” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 71
24) Corso di “Viticoltura biodinamica” tenuto in Agri.Bio nel 2013 da Stefano Bellotti
25) Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pag. 102
26) Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pagg. 124, 125
27) Articolo di Cristina Marello pubblicato su una newsletter Agri.Bio
28) Corso sulle “Erbe aromatiche ed officinali” tenuto da Paolo Pistis nel 2007 in Agri.Bio, Corso di “Agromeopatia” tenuto in Agri. Bio nel 2017 da Maria Franziska Rindler, “Consigli di Ivo Bertaina” pubblicati sulle newsletter Agri.Bio, Quaderno n. 6 di Biodinamica “Il libro degli insetti – Metodi non tossici del controllo degli insetti” di J. E H. Philbrick (Editrice Antroposofica) pagg. 30-31, “Calendario delle semine 2018” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 56, “Indicazioni dallo studio sulle costellazioni” di Maria Thun (Editrice Antroposofica) pag. 109, dispensa “L’utilizzo delle erbe in agricoltura biodinamica” di Paolo Pistis, appunti di Rudolf Steiner sul corso di Koberwitz, Corso su “I Dissuasori biodinamici” tenuto da Ivo Bertaina nel 2016 in Agri.Bio
29) “Consigli di Ivo Bertaina” pubblicati sulle newsletter Agri.Bio, “Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’agricoltura” di Rudolf Steiner (Editrice Antroposofica) pagg. 160-163
30) “Manuale molto pratico di agricoltura biodinamica” di Ivo Bertaina (Agri.Bio Edizioni) pagg. 158-159
31) Articoli vari pubblicati sulle newsletter Agri.Bio, dispensa “L’utilizzo delle erbe in agricoltura biodinamica” di Paolo Pistis, corso sulla “Riproduzione e rigenerazione delle sementi” tenuto in Agri. Bio da Agostino Cermelli
32) “La Luna e Saturno” conferenza di Ivo Bertaina tenuta nel 2019
33) Corso di “Olivicoltura biologica” tenuto in Agri.Bio da Alessandro Mossa nel 2013

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