Nome scientifico: Brassica rapa subsp. sylvestris var. esculenta

Famiglia: Crucifere o Brassicacee

Breve storia e note botaniche sulla pianta
La cima di rapa (Brassica rapa subsp. sylvestris var. esculenta) appartiene alla famiglia delle Crucifere o Brassicacee è una specie di antica origine mediterranea.
Fortemente legata ad usanze alimentari dell’Italia centro-meridionale, dove il 95% della produzione nazionale si concentra in Puglia, Lazio e Campania, è soprattutto in Puglia che la cima di rapa viene considerata regina delle pietanze tradizionali, tanto da essere stata inserita nell’Elenco dei Prodotti Tradizionali Regionali e nel 2006 sono stati censiti ben 4.158 ha coltivati con questo ortaggio.
Nel settentrione ripetute coltivazioni, anche se in superfici non molto estese, hanno dimostrato che si può ottenere un prodotto di qualità limitandosi però, per motivi climatici, alla coltivazione di varietà precoci.
Il fusto è molto corto e su di esso è inserita una rosetta di foglie caratterizzate da un elevato polimorfismo, il colore è verde chiaro – verde. La pianta può raggiungere i 40 cm nelle varietà precoci ed il metro in quelle tardive.
I fiori, tipicamente gialli, sono riuniti in infiorescenze dette corimbo e rappresentano, assieme alle foglie che le circondano, la parte edule. L’impollinazione è allogama (ad opera del polline prodotto sia da altri fiori della stessa pianta sia da fiori di altri individui appartenenti alla stessa specie) ed avviene ad opera di insetti, tuttavia avviene anche per autogamia (autoimpollinazione).
La raccolta dell’infiorescenza deve avvenire quando i fiori sono ancora chiusi e, se le condizioni climatiche lo consentono, si sviluppano dei germogli laterali, i quali emettono infiorescenze secondarie che possono essere nuovamente raccolte. Le radici si sviluppano abbastanza in superficie e sono piuttosto simili tra loro (fascicolate), soprattutto nelle piante sottoposte a trapianto.
La durata del ciclo di coltivazione dipende dalla maggiore o minore precocità delle varietà. In quelle precoci è di 50-60 giorni dalla germinazione del seme, in quelle più tardive arriva a 170-180 giorni.
La cima di rapa (Brassica rapa subsp. sylvestris var. esculenta) è una pianta erbacea annuale, appartiene alla famiglia delle Crucifere o Brassicacee .
La differenza varietale è basata sulla durata del ciclo colturale e sullo sviluppo delle piante che è maggiore in quelle tardive.
Le varietà più diffuse sono: Quarantina (A), Sessantina (B), Novantina (C), Centoventina (D).
Nelle regioni settentrionali consigliamo di coltivare varietà precoci (Quarantina, Sessantina) per anticiparne la raccolta.
Nel centro-sud sono in commercio, oltre a quelle menzionate, varietà e selezioni che si possono trovare localmente, come Aprilatica (E) e diverse altre.

Cima di rapa
Esigenze pedoclimatiche
La cima di rapa è tipica delle coltivazioni mediterranee, non tollera il freddo, cessa l’attività vegetativa a 5°C e muore con temperature vicino allo zero.
Nel Nord Italia consigliamo di programmare la coltivazione prima dell’arrivo dei grandi freddi. Ama terreno sciolto, ph medio (6-7) ed esposizione soleggiata.

Tempi di semina e trapianto
La semina viene effettuata tra luglio e settembre (tra la fine di giugno e la fine di luglio al Nord) in campo in file distanti 30/50 cm e alla distanza di circa 25-30 cm sulla fila. La germinazione avviene con temperature di 25°C in circa 7 giorni. Il seme va posto ad una profondità di 2-3 mm.
La cima di rapa produce un seme molto piccolo (anche più di 500 semi per grammo) si può quindi seminare a spaglio o a file ininterrotte e procedere successivamente ad un diradamento manuale quando le piantine raggiungono i 4-5 cm di altezza.
Nell’orto famigliare è consigliabile seminare in vivaio, ponete in ogni contenitore un po’ di semente   e quando inizieranno a svilupparsi le piantine per tre settimane, una volta a settimana, iniziate il diradamento. Dopo circa 25-30 giorni quando la piantina ha raggiunto i 10 cm circa potete trapiantarla inserendola nel terreno ad una profondità oltre il colletto per non rischiare che si alletti e favorirne il radicamento. Ovviamente è preferibile coltivare la varietà quarantina in pieno campo.

Fertilizzazioni
La cima di rapa ha esigenze medio basse in azoto, basse in fosforo e medie in potassio, risulta quindi essere interessante coltivare la cima di rapa dopo una coltura che ha elevate esigenze nutritive e che è stata concimata con compost maturo (letame o vegetale) come ad esempio lo zucchino per sfruttare la fertilità residua rimasta.
La cima di rapa accumula nitrati pericolosi per la salute umana, quindi non eccedete con concimazioni organiche eccessive ed inutili, agite con buon senso e solo se il terreno si trova in una fase di “stanchezza” perché troppo sfruttato.

Prodotti
Non si segnalano specifici prodotti né per la difesa né per la concimazione.

Cure colturali ed irrigazione
Dopo la fase di trapianto e durante tutto il periodo estivo è necessario irrigare (almeno ogni 3-4 giorni) a seconda dell’andamento climatico. Evitare ristagni idrici inutili e pericolosi per l’asfissia radicale.
Solamente nelle prime fasi può essere opportuno porre attenzione alle infestanti che vanno eliminate manualmente o con estirpatore, successivamente in piena fase vegetativa la cima di rapa ombreggia il suolo e ne evita la ricrescita.

Avversità
La cima di rapa è una pianta rustica e poco esigente, non si segnalano avversità di rilievo.

Produzione e raccolta
In circa 1 mq si possono raccogliere 1,5-2,5 Kg di cime di rapa.

Valori nutrizionali
In 100 g di parte edule forniscono 22 kcal e sono presenti 1,5 mg di ferro, 97 mg di calcio, 69 mg di fosforo, 225 µg di vitamina A e 110 mg di vitamina C, nonché un elevato contenuto di polifenoli.

Biodinamica
Consigliamo giorni di foglia/fiore per la gestione della cima di rapa, se trapiantate le piantine dagli alveoli potete, prima di metterle a dimora, immergere le radici in acqua dinamizzata con 500 (cornoletame) o spruzzare del 500 nei solchi, questo favorirà una forte stimolazione al radicamento e alla successiva crescita della pianta favorendo la competizione con le malerbe.
Utilizzate il 501 (cornosilice) nella fase di prefioritura per rallentare la fase vegetativa e stimolare la fioritura, questo è particolarmente indicato per il raccolto delle infiorescenze sviluppate da germogli laterali dopo il primo raccolto.

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