SALVIAMO IL NOSTRO  IO CON LA MEDIT-AZIONE

La più grande ed unica vera  ricchezza che ha ognuno di noi è il proprio Io, il nostro spirito, l’essenza  trasformata, transustanziata  delle nostre esperienze terrene e spirituali, del nostro agire: il frutto unico e personale delle nostre trasformazioni, delle lente  e continue  reincarnazioni nel corso evolutivo, che (finora) nessuno ci poteva carpire o rubare.

A proposito R. Steiner ci dice “Si potrebbe concepire l’uomo come una gigantesca sfera con tre sottosfere: la prima che abbraccia tutto l’Universo, la seconda più piccola ed infine una sfera piccolissima. Solo quest’ultima è interamente visibile. La sfera intermedia è visibile solo in parte. Quanto alla sfera più grande è visibile all’estremità dei suoi raggi, il rimanente rimane invisibile. Così l’uomo nella sua forma è plasmato dal  cosmo e nel sistema intermedio, quello del petto, troviamo la riunione del sistema della testa e delle membra.”

Ma tutto questo non è mai statico, ma va immaginato in perenne movimento “La mattina l’Io umano,  che si fa punto, è nell’Io divino, che si fa circonferenza, mentre la sera l’io divino , che si fa punto, è nell’Io umano, che si fa circonferenza.”  ci dice sempre Rudolf  Steiner; che significa che al mattino, al risveglio, l’Io umano si contrae al centro e l’Io divino  si espande alla periferia, mentre alla sera, con l’addormentarsi, l’Io umano si espande alla periferia  e l’Io divino si contrae al nostro centro.

E qui viene una  grande contraddizione che purtroppo molti pseudo-antroposofi e pseudo- filosofi,  non hanno mai compreso per un grande senso di  falsa goduriosa pigrizia fisica e direi anche artistica, ovvero il fatto che  gli arti (mani, braccia, gambe e piedi) sono  in diretta relazione con l’Universo, con Dio, mentre la testa è più in relazione con l’uomo stesso, l’uomo fisico. Rudolf Steiner ci dice che le nostre membra   tendono sempre verso  quel mondo  nel quale l’uomo si muove  e cambia continuamente la sua posizione, le nostre membra sono in relazione con il movimento dell’Universo. Siamo veramente umani solo con il movimento,  con il lavoro fisico, con l’azione delle mani (U-MANI) e non solo col pensiero fermo e freddo, anzi senza movimento, senza lavoro u-mano  il nostro pensiero non nasce e non si sviluppa, non cresce! Quando muoviamo gli arti ci avviciniamo a Dio, siamo come Lui, ovvero arti-sti!

Quindi non sono i nervi motori che ci muovono nel mondo, come erroneamente pensa  la scienza ma sono  le membra sollecitate  in noi dal perenne movimento dell’Universo!  E cosa guida il movimento dell’Universo? Semplicemente l’amore degli Dei! Solo scoprendo che  il movimento che abbiamo è guidato, è spinto, è sollecitato dall’amore degli Dei noi potremo portare in noi, nel nostro intelletto anche i “pensieri divini”, perché i pensieri divini sono frutti della medit-azione  arti-stica divina: ovvero pensiero che si tramuta istantaneamente in azione! La migliore filosofia attraverso l’uso degli arti trasforma letteralmente il mondo!

Quindi quella che chiamiamo oggi energia, slancio creativo, libido, non è altro che una volontà divina, un entusiasmo divino che si accende potenzialmente non direttamente nel nostro morto ed in fondo “stupido” cervello, quello che R. Steiner chiamava giustamente  “letamaio spirituale”   ma  si accende solo come fiamme nel movimento delle nostre mani, dei nostri arti:  i nostri arti  che vibrano nell’aria, visti con un pochino  di immaginazione, non sono altro che fiamme fisiche, entusiasmo spirituale che accende, dinamizza la materia e la muove!!!!!

Quello che si trova nella testa, parte dalla testa. Quello che passa attraverso le membra  si riunisce nell’uomo.”  ci dice R. Steiner, ovvero che la volontà  del cosmo, raccogliendosi e riunendosi in ciascun essere umano,  si individualizza e si differenzia, ovvero come un seme feconda   ed individualizza  ogni singolo suolo (essere umano)  e noi come esseri umani siamo (potenzialmente) il miglior suolo possibile per seminare volontà , entusiasmo cosmico, infatti non a caso  etimologicamente entusiasmo significa “Dio dentro di sé”!

Oggi quello che manca veramente all’uomo non è altro che il sapere, o meglio il voler far rifluire liberamente  dentro di noi Dio, ovvero l’entusiasmo! E di questo elemento nel cosmo ve ne è una quantità enorme, molto spesso lasciato  a spegnersi od a disperdersi.

Noi spesso pensiamo che la libertà  sia poter fare quello che vogliamo, ovvero fisicamente il meno possibile, e lasciamo inutilizzati gli arti ed i nostri sensi. Mentre invece  nella sfera degli arti, dei sensi  o della volontà abbiamo  una possente ed unica ed individuale forza che avendo assunto carattere personale  è divenuta una necessità, ovvero karma.  Mentre invece nella testa,  o meglio nel pensiero, abbiamo invece una forma  che avendo conservato un carattere universale (a modello dello stesso Universo)  è divenuta oggi libertà!

Rudolf Steiner ci dice che ogni idea che non diventa un ideale uccide letteralmente le forze dell’anima; infatti una idea che non riesce a divenire un ideale  è una idea che non si anima e non ci anima, perché rimane priva delle sue condizioni di vita essenziali, ovvero di luce e di calore, tradotti  in italiano “entusiasmo” , carenza di sentire e di volere!   Perché gli “organi della testa” disoccultano, traducono, umanizzano nella nostra anima senziente il contenuto qualitativo dei movimenti percepiti  dai nostri sensi all’esterno: quindi più facciamo  movimenti coscienti, più abbiamo possibilità di ri-comprendere l’Universo ed i suoi suoni formatori.

Un tempo erano ignoranti quelli che non sapevano e colti quelli che sapevano; oggi invece sono ignoranti sia  quelli che sanno (o pensano di sapere) a causa di una “mortifera”  formazione culturale,  che quelli  che non sanno  e non capiscono nulla.

Ma questa condizione di ignoranza diffusa che si traduce in inattività artistica (degli arti) è molto grave  e se un vero medico  spirituale oggi ci visitasse comprendendo  interamente ciò che visita  ci sentenzierebbe   quello che nel 1971 scrisse  Jacques Lusseryan, ovvero  “Il nostro Io è fragile, perché diminuisce ogni volta che non lavora. Non è un decreto dell’intelligenza: è una legge, della quale sentiamo la necessità oggi più che mai. Se il nostro Io si abbandona ad altre cose rispetto a se stesso, noi diventiamo immediatamente delle vittime. Il nostro piacere aumenterà per qualche istante, perché vi è un piacere del sonno.  Ma non conosceremo mai più la gioia.

E questo non è il vero senso, dopo tutto, di questa parola che tanti tra di noi pronunciano ogni giorno. <<religione>> o, in altri termini, <<yoga>>? L’una e l’altra parola significano <<unione>>, stabilimento di un legame. Tale legame tra l’uomo individuale e il principio universale, non è sicuramente sufficiente nominarlo: bisogna ancora desiderarlo coscientemente. Se oggigiorno ho dei timori, è solo perché vedo aumentare il numero delle persone che non lo desiderano più. Ma non dimentico che il lavoro dell’Io, benchè lento e difficile e sottomesso a tutte le trappole delle idee e delle apparenze, è, di tutto quello che possiamo fare, il più carico di speranza.  E so che non sono l’unico, ad amarlo ed ad intraprenderlo.”

Se iniziamo a ri-guardare il movimento dell’Universo  capiremo subito ciò che dobbiamo  fare e che Dio aspetta impaziente che facciamo: muoverci coscientemente e consapevolmente!

Ivo Bertaina

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