BioPensieri 2015

BIOPENSIERI DICEMBRE 2015

LA DINAMIZZAZIONE BIODINAMICA E’ UNA UMANIZZAZIONE

La dinamizzazione in agricoltura biodinamica è sempre stato un punto molto dibattuto ed ancora troppo poco conosciuto ed approfondito  nella  sua vitale essenza. Per me l’aspetto fondamentale, unico  ed indispensabile dell’agricoltura biodinamica non è tanto il preparato biodinamico in sé stesso ma proprio la dinamizzazione  a vortici alterni dell’acqua e come si fa questo basilare movimento.
Gli aspetti fondamentali della dinamizzazione per me sono essenzialmente sette:
1) La sua completa  conoscenza tecnica   e spirituale  ed il suo vero scopo
2)   Riconoscere la differenza del dinamizzare i preparati  umanamente od a macchina
3)  I tempi di durata del preparato dinamizzato
4) La spruzzatura in campo dei preparati biodinamici e la pressione esercitata sul preparato
5) Il Ph dell’acqua usata per dinamizzare
6) La temperatura dell’acqua
7) La coscienza, i pensieri e la  concentrazione di chi dinamizza e la coscienza dei processi eterici risvegliati e creati nel processo di dinamizzazione
Questo breve testo di Paul Emberson, col quale ho avuto occasione di confrontarmi recentemente  sul processo dei preparati biodinamici  e sui nuovi problemi dell’agricoltura di oggi, come per esempio il problema del calore, non solo estivo, è  uno spunto molto utile su alcuni di questi temi che ho elencato ed un aiuto per poter comprendere  i processi  eterici.
Ecco una brevissima riflessione   di questi sette punti delicati della dinamizzazione.
Per  la completa  conoscenza tecnica e la comprensione del vero scopo della dinamizzazione intendo  la consapevolezza e la coscienza   che nella dinamizzazione di un preparato biodinamico interagisco sempre con i quattro  elementi platonici:
a) Terra = il preparato biodinamico usato, ovvero creare ed usare  una “sostanza” che è diventata  col processo di allestimento  e  di mantenimento qualche cosa che non esiste ancora sulla Terra generato grazie al pensiero umano; una medicina spirituale, una “Nuova Terra”.
b)  Acqua = l’acqua usata per dinamizzare, ovvero lo stato lunare, il medium indispensabile per realizzare il processo “animalizzante”  del preparato biodinamico con la sua “purezza” ed il suo movimento, direi la sua “danza” creata, mantenuta   e portata dai gesti umani (sempre diversi)  o della macchina (sempre uguali)
c) Aria = l’impregnarsi  ritmico delle forze di aria e di luce attraverso il movimento energico  ed alternato del vortice (inspirazione ed espirazione) attraverso il risuonare  anche fisico  delle musiche delle sfere  nel liquido e la  creazione di  nuovi “suoni” sempre più “fini” col passare dei minuti di dinamizzazione
d) Calore = il calore dato dalla temperatura di partenza dell’acqua  e quello creato dall’entusiasmo e dal lavoro umano nel  realizzare la dinamizzazione oltre che la fermezza, la limpidezza  e la purezza di pensiero  creato e mantenuto  durante il processo di dinamizzazione: ovvero  un modo nuovo di “meditare attivamente”
Per vero scopo della dinamizzazione intendo il creare un modello fisico – eterico  replicabile dal suolo coltivato e dalla pianta  attraverso la somministrazione del preparato biodinamico dinamizzato che agisce come un lievito che  fa ri-suonare nel suolo e nella pianta i suoni celesti delle musiche delle sfere che oggi non possono più percepire  e che li rigenera e li rinnova letteralmente. Con la dinamizzazione del 500 ricreo quando voglio “una primavera” e col 501 ricreo a mio piacere una “estate” nella pianta coltivata.
Quindi con questa risposta ho già anche dato la risposta al punto 2) ovvero la differenza di dinamizzare a macchina od a mano; in quanto nel punto d) con la dinamizzazione a macchina mancherebbero alcuni fattori essenziali ed esiziali. Ma con questo io dico che non possiamo, per ora, rifiutare totalmente l’uso delle macchine per dinamizzare. Io mi permetto di consigliare sempre quando si dinamizza a macchina di dinamizzare a mano una piccola parte (anche solo pochi litri od una dose per ettaro) e poi di miscelare il preparato dinamizzato a mano con quello fatto meccanicamente, così portiamo in lui un fattore umanizzante: lo umanizziamo, veicoliamo il nostro suono  creatore ed il nostro calore e nello steso tempo facciamo del bene anche a noi stessi. Questo può essere un punto di partenza  per  arrivare, speriamo presto, a nuove tecniche meno arimaniche e nello stesso tempo più facili da realizzare per le grandi estensioni oppure a far diventare la dinamizzazione un momento di “festa” nelle aziende biodinamiche dove consumatori e produttori insieme portano vita nel suolo e sulle piante, una vera  “festa dinamica”.
Per il tempo di durata del prodotto dinamizzato si è sempre dato come durata un tempo che va dalle 2 alle 3 ore dopo la  fine del processo di dinamizzazione: ebbene dopo alcune sperimentazioni che ho condotto  personalmente nel gennaio – febbraio 2015 ho visto che  tutti i  preparati biodinamici dinamizzati manualmente sono ancora attivi anche   20 giorni  dopo la dinamizzazione. Su questo farò ancora specifiche ed approfondite prove nei prossimi mesi, ed invito anche voi a farlo, ma sicuramente questa mia “casuale” scoperta apre le porte a nuovi usi dei preparati e nuove prospettive finora ritenute inimmaginabili.
Il punto riguardante il modo della spruzzatura dei preparati biodinamici è uno dei temi che affronta Paul Emberson in questo testo ed è poco tenuto in attenzione  dagli stessi agricoltori, ma importantissimo. La pressione alla quale viene sottoposto il preparato  biodinamico  nell’irrorazione ne altera gli effetti? Ne abbassa, ne rovina la sua resa? Sicuramente sì, ma non solo per la pressione alla quale viene sottoposto, usando spesso atomizzatori usati per prodotti chimici (non solo per la pulizia dell’atomizzatore ma per la sua alta pressione ed ancora di più per i rumori destrutturizzanti a livello eterico del motore a scoppio che li porta oltre al compattamento del terreno  fatto dal mezzo). Quindi anche qui occorre usare il buon senso,  non ritenendoci “arrivati” e soddisfatti  dai sistemi oggi usati, e nello stesso tempo non demonizzandoli, ma  studiando creativamente nuove apposite macchine magari a corrente continua (batterie) e magari con tubi fatti a vortice come giustamente suggeriva Viktor Schauberger già negli anni ’50, come sistema migliore è più simile al reale movimento dell’acqua libera. Pensate che l’inascoltato Hugo Erbe sosteneva  che per la spruzzatura del  cornosilice (501) anche solo la pompa a spalla ne distruggeva le delicate forze eteriche e suggeriva di usare il canto  umano per spruzzare  i preparati “periferici”, agenti sulla formazione  del frutto. Senza contare che lo stesso Hugo Erbe  aveva compreso già negli anni ’50 che le radiazioni atomiche  dagli anni ‘45 del secolo scorso, stavano e stanno ancora  distruggendo il corpo eterico della Terra ed occorreva porgli rimedio con nuove tecniche risanatorie biodinamiche. Gli stessi biodinamici tedeschi come ringraziamento per i suoi importanti   suggerimenti lo hanno fatto morire  nell’ottobre 1965 di crepacuore …
il Ph dell’acqua per me è un altro aspetto fondamentale: a parte  il non usare mai acqua clorata (senza vita),  già l’usare  un’acqua con un Ph alto è poco “ricettiva” a nuovi messaggi perché ne è già “colma” ed occorre avere  quindi un’acqua con un Ph inferiore a 6,5. Si può naturalmente cercare acqua  di questo tipo oppure  avere la fortuna di averla nella propria zona ma si può anche semplicemente abbassare il Ph con un bicchiere di aceto bio o di succo di limone bio ogni 40 litri di acqua …. Usate sempre la cartina tornasole per verificare il Ph della vostra acqua ed in caso di ph alto abbassatelo e vedrete che non solo il preparato biodinamico, ma anche le tisane od anche zolfo e rame, funzionano  decisamente meglio ed  userete  meno prodotto!
La temperatura dell’acqua  per dinamizzare è un altro fattore basilare: spesso si ritiene un elemento folkloristico ma non lo è assolutamente. La temperatura aiuta e facilita  nella dinamizzazione il passaggio dell’informazione  del preparato all’acqua: la temperatura favorisce  il collegamento del centro alla periferia e viceversa. Spesso si ha fretta o si è in ritardo e si “salta” il riscaldamento dell’acqua, anche per esempio per  dinamizzare il 507 nell’allestimento del cumulo biodinamico: siamo in campo, e non abbiamo la possibilità di scaldare l’acqua: niente di più sbagliato! La temperatura dovrebbe essere almeno di 37-38° e d’inverno partirei anche con 40- 41°  per ogni preparato biodinamico, con riscaldamento a legno o gas, mai riscaldare con l’energia elettrica o  peggio ancora  il microonde  (danneggiano irrimediabilmente  il corpo eterico dell’acqua).
Il punto più difficile da realizzare nella fase della dinamizzazione e quasi impossibile da verificare  e da attuare è proprio il settimo, ovvero la coscienza di chi dinamizza, il suo calore di pensiero personale, ovvero la penetrazione dell’Io, dello spirito umano nell’azione  della dinamizzazione.   Sicuramente la macchina  questo pensiero umano non ce l’ha,  anche se le sto vicino, perchè  sono presenti ben altre coscienze nelle macchina, coscienze decisamente molto più forti delle nostre, ma sicuramente non coscienze umane.  Dato che ogni essere umano ha un suo personale  e diverso grado di coscienza, visto che nel mondo spirituale non esiste la democrazia, e l’evoluzione della Terra e dei suoi regni è strettamente collegata all’essere umano non vedo perché lasciarla totalmente nelle “mani” di esseri non umani … , è una “pigrizia” che potremmo pagare cara, anche in biodinamica, perché così facendo lasciamo  letteralmente gli esseri elementari in mano ad   Arimane, pensando di fare biodinamica …. L’elemento fondamentale che riscalda letteralmente, che trasforma il preparato dinamizzato è l’entusiasmo che  scaturisce solo da chi dinamizza, dall’essere umano che con i suoi movimenti vorticosi impregna, in modo cosciente o no, con i suoi pensieri  l’acqua, il preparato e l’aria unendoli  e collegandoli al pensiero creatore divino. Entusiasmo significa “con Dio”: quando siamo entusiasti le Gerarchie Spirituali  sono sempre con noi e nel lavoro che facciamo, e non abbiamo mai paura quando  siamo pervasi dalla freschezza  e dal “ristoro” dell’etere del calore che agisce solo  quando percepisce altro calore umano che come una calamita lo attira. Questa è la vera povertà umana di questo secolo,  ovvero il dimenticare che non siamo mai soli e che siamo sempre  a stretto contatto con gli esseri divini ed il processo  umano della dinamizzazione può essere un processo  per reincontrare  fisicamente  gli esseri divini. Infine occorre avere sempre la coscienza e la consapevolezza di cosa facciamo mentre dinamizziamo per un’ora;  sviluppiamo  pensieri per aumentare il processo di radicazione con il 500, visualizziamo, creiamo in noi immagini con le radici delle piante che vogliamo aiutare che si allungano  e si rafforzano,  portiamo  pensieri per dare colori, sapori, gusto e conservabilità con il 501 etc.  Se sto solo vicino al dinamizzatore e faccio gli stessi  pensieri “da fermo” o facendo altro,  il processo della  dinamizzazione non  può percepire, non può captare, il pensiero umano che viene mediato e guidato dalla volontà e dall’azione fisica umana.
Con l’uso cosciente della dinamizzazione, con l’entusiasmo di questi pensieri e con la conoscenza dei processi attivati dalle forze zodiacali, planetarie  e lunari non solo potremo rafforzare la terra e le piante coltivate ma addirittura potremo creare nuove piante e nuovi suoli! Perché con i nostri pensieri morali, col calore del nostro entusiasmo, mettiamo in moto processi eterici vitali nel terreno  che si trasformano in processi di ri-sonanza e di nuove forme nella pianta, innesco processi che crescono fisicamente e spazialmente   fino a diventare processi di luce nel fiore e si materializzano in processi eterici di calore nel frutto del quale ci nutriremo riuscendo così a ri-collegarci ai pensieri divini cosmici.
La comprensione cosciente degli eteri sta alla base della creazione del processo che può essere solo umano della dinamizzazione  ed il suo utilizzo creativo!  E quando dico che il processo  della dinamizzazione debba essere umano non dico che debba essere per forza “fatto a mano” ma creato e rinnovato con la ricerca di tecniche  morali umane  che Paul Emberson  ed il suo gruppo di Antro-Tech stanno studiando e sperimentando per noi tutti.
Il motto “Chi si ferma è perduto” mai come in questo caso  e mai come in questo tempo è perfettamente azzeccato!
Questo discorso potrete ampliarlo, approfondirlo e meditarlo in queste meraviglioso periodo delle 12 Notti Sante, leggendo il testo  di Paul Emberson, stampato da Agri.Bio Edizioni “Riflessioni sui principi comuni all’agricoltura biodinamica, alla medicina ed alla tecnica morale”.
Ivo Bertaina

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