MEDICINA ANTROPOSOFICA FAMILIARE
Sergio Maria Francardo


La medicina antroposofica non si contrappone alla fisiologia classica ma vuole, senza negarla, ampliarla secondo un preciso metodo di ricerca. I sintomi possono essere gli stessi ma per ogni persona la malattia rappresenta una esperienza personale unica, il cui significato è diverso. Il medico antroposofo si autoeduca in tale senso a considerare il quadro sintomatologico, la situazione animica, sociale e caratterologica, coinvolgendo nella sua analisi l’ambiente sociale e culturale del malato, così da integrare tutti questi aspetti nella decisione terapeutica. E seppure il farmaco resta una necessità nella prescrizione medica, è certo che ogni malato è una costellazione individuale: uno schema terapeutico prefissato raramente può essere d’aiuto. Il concetto stesso di farmaco è rivisto secondo la chiave di lettura fornita da Rudolf Steiner che, ripercorrendo la parentela evolutiva fra uomo e regni della natura fornisce le linee guida per trarre da essa i rimedi opportuni per curare. Il medico antroposofo prescrive, se del caso, anche farmaci convenzionali, in generale però da la preferenza ai rimedi tratti dalla natura, il cui rapporto terapeutico e legato dalla comune origine. E nell’individuazione del farmaco non è importante solamente il principio attivo, la sostanza medicinale in esso contenuto, ma anche il metodo di preparazione, nonché le sue modalità di impiego.
Il volume è diviso in una prima parte che illustra gli aspetti generali della medicina antroposofica, della salute e della malattia, e una seconda parte che illustra dettagliatamente le malattie più comuni: mal di gola, tosse, cefalea, asma, stitichezza, vene varicose, traumi, acne, lombalgia, ipertensione, insonnia,… L’autore affronta ogni malattia illustrandone i caratteri, descrivendone le principali cause e fornendo elementi utili per una terapia costituita dal ricorso a rimedi farmacologici naturali e da una serie di consigli pratici per agevolare l’autoguarigione.
Impossibile non cogliere quella vena ironica che l’autore lascia affiorare a tratti, quando si lascia andare a descrivere questa illogica tendenza dell’uomo moderno che si affida con fiducia alla magica pillola risolvidisturbo, senza voler modificare di un millimetro le proprie cattive abitudini di vita. E il nefasto binomio fritto-antipertensivo miete ogni anno migliaia di vittime…
 

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