Specie: Beta vulgaris
Varietà: esculenta
Famiglia: Chenopodiaecaeae

Breve storia e note botaniche sulla pianta
Come tutte le barbabietole, quella rossa da orto deriva dalla specie selvatica Beta vulgaris che è originaria del bacino del Mediterraneo e delle regioni aride dell’Asia centrale e del Medio Oriente. Da queste zone si è diffusa verso Oriente e verso Occidente fino al Mare del Nord. E’ una specie divenuta molto adattabile grazie all’abilità dell’uomo che è riuscito a ottenere, con la selezione continua, molteplici e durevoli varietà. Già all’epoca degli antichi Greci e dei Romani si coltivavano la barbabietola rossa e quella bianca, piante allora utilizzate sia per l’alimentazione umana che come foraggio per gli animali. La varietà bianca divenne successivamente quella utilizzata per la produzione dello zucchero. Le diverse specie producono facilmente ibridi fra di loro, infatti in un campo di barbabietole da zucchero a polpa bianca, non è raro trovare alcune piante con la polpa rosa-chiara o zonata di rosso.
Si differenzia dalla bietola da coste per la dimensione della radice, che può raggiungere 12 cm di diametro e per la forma delle foglie, provviste di un lungo picciolo; il lembo è liscio, spatoliforme, di colore verde o verde sfumato di rosso; la radice carnosa, globosa, rotonda, appiattita o cilindrica, ha una colorazione esterna rossa ed una polpa da rosa zonata di rosso a rosso-violaceo; la radice ingrossata prosegue con una radichetta sottile che non raggiunge grandi profondità.
Le caratteristiche biologiche e riproduttive sono simili a quelle della bietola da coste.

barbabietola-rossa

Famiglia e varietà
La barbabietola rossa o da orto, nome scientifico Beta vulgaris varietà esculenta, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee.
Le cultivar vengono classificate in base alla forma della radice ed alla precocità del ciclo colturale (precoci, medio-precoci, medio-tardive).

Esigenze pedoclimatiche
La barbabietola da orto necessita di temperature superiori ai 5-6°C per crescere e può sopportare anche i -2°C. Nelle prime fasi di crescita è necessario prestare attenzione a temperature inferiori ai 10°C che se si protraggono per qualche settimana possono indurre a seme le piante. Utilizzando TNT (tessuto non tessuto) è possibile ottenere 2-3°C di differenza che consentono di evitare il rischio.

Tempi di semina e trapianto
Le semine hanno inizio da metà aprile e proseguono fino a tutto giugno: le piantine emergono dal suolo in 1-2 settimane. La distanza tra le file è di circa 40 cm, ma questa misura varia in funzione dell’attrezzo usato per il contenimento delle erbe spontanee. Nelle file è consigliabile distanziare le barbabietole di circa 10 cm per facilitare l’ingrossamento della radice. E’ possibile eseguire anche il trapianto da effettuare nel medesimo periodo di semina.

Fertilizzazioni
Pianta rustica e poco esigente: basso-medio consumatore di azoto, basso consumatore in P e medio in K. Tutte le Chenopopdiacee sono “ingorde” consumatrici di azoto, ma un eccesso di nitrati nei vegetali compromette inutilmente la loro salubrità oltre ad essere superfluo per la coltivazione, inoltre una concimazione eccessiva di composti azotati può favorire attacchi da parte di insetti.

Prodotti
Non si segnalano specifici prodotti né per la difesa né per la concimazione.

Cure colturali ed irrigazione
Dopo la semina il dirado viene effettuato quando le piantine raggiungono i 5-7 cm di altezza per favorire un armonioso sviluppo delle radici e delle piantine. Se si coltiva un suolo molto argilloso può essere utile una leggera rincalzatura, utile ad evitare che le radici tendano ad “uscire” in parte dal suolo compromettendo le caratteristiche qualitative del prodotto.
Le irrigazioni devono essere costanti e frequenti (ogni 3-4 gg.) in particolare nei mesi più caldi ed asciutti dell’estate. Fondamentale è non eccedere nelle quantità, lo scopo è mantenere il suolo umido e non impregnato onde evitare asfissie

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radicali ed ingiallimenti/appassimenti delle piante.

Avversità
Pianta rustica, non si segnalano particolari avversità. La pianta potrebbe comunque andare in contro alla malattia fogliare più pericolosa tra le bietole: la Cercospora (Cercospora beticola), nota anche come “vaiolatura”,
Tra gli agenti che provocano marciumi alle radici ed al colletto nelle prime fasi di crescita si ricordano il Mal del piede (Phoma betae), Pythium e Rhizoctonia spp.. Per tutte vale soprattutto il principio di adottare lunghe rotazioni.
Gravi danni sono prodotti anche da alcune virosi trasmesse per seme e da alcuni insetti vettori (Aphis fabae e Myzus persicae): Virus del giallume e Virus del mosaico.
I parassiti che interessano la bietola con danni alle radici comprendono insetti polifagi (grillotalpe, nottue, elateridi), mentre sulle foglie producono danni afidi, l’Altica (Chaetocnema tibialis), la Mosca (Pegomya betae), il tripide degli orti (Thrips tabaci), il Ragnetto bimaculato (Tetranychus urticae). In quest’ultimo caso si consiglia l’uso di piretro per limitare il danno.

Produzione e raccolta
La resa a mq è di circa 3 Kg di prodotto. La raccolta ha inizio quando il diametro delle radici è di 5-7 cm onde evitare indurimenti dei tessuti che compromettono le qualità organolettiche delle radici.
Generalmente sono necessari 70-80 gg. dopo la semina (40-60 dopo il trapianto) perché le radici siano pronte per essere consumate, essa si protrae per circa 15-30 giorni.
Per la conservazione è utile mantenere le radici “sporche” di terra eliminando la parte fogliare che può essere consumata cotta, poste in un luogo fresco ed asciutto possono mantenere le loro caratteristiche per 20-40 giorni.

Valori nutrizionali
per circa il 90% da acqua, proteine, glucidi, fibra alimentare, vitamine e sali minerali quali il sodio, il potassio, il ferro, il calcio ed il fosforo.
Tra le vitamine annoveriamo la vitamina B1, la B2, la B3, tracce di vitamina A e in ultimo la vitamina C. Il caratteristico colore rosso delle radici di questa barbabietola è dovuto alla presenza di un vero e proprio colorante naturale, l’E 162, che viene utilizzato nell’industria alimentare per migliorare l’aspetto di altri alimenti.
La barbabietola rossa è altresì ricca di zuccheri e per questo motivo che i diabetici devono fare attenzione al modo ed ai dosaggi in cui la consumano.

Biodinamica
Semina o trapianto in giorni di radice in luna discendente, cure colturali e raccolta in giorni di radice. Essendo una pianta rustica non si segnalano particolari strategie da usare con il metodo biodinamico: una buona rotazione, l’utilizzo di compost maturo ed una lavorazione superficiale che consenta l’ingresso di aria, luce, acqua e calore sono la base per una semplice ed efficace coltivazione.

Stefano Cattapan

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