RISPARMIO ENERGETICO: UN VINCOLO O UN’OPPORTUNITA’?

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Energia, crisi energetica, problematiche energetiche, emergenza energetica, risparmio energetico: tematiche di cui ormai ogni giorno si sente discutere, e si discute. C’è chi parla di grandi mutamenti climatici, di preannunciate catastrofi ambientali, e chi semplicemente si lamenta per gli aumenti vertiginosi di bollette, carburante, riscaldamento, beni di prima necessità.
Esistono tanti motivi per interessarsi a questi argomenti: motivi etici, di interesse ambientale, e motivi economici, pratici, legati ai problemi di vita quotidiana.
Un pensiero però accomuna tutti: ai giorni nostri ci troviamo in una situazione di emergenza, e si pone l’obbligo di fare qualcosa.

I combustibili fossili rappresentano attualmente la principale fonte da cui derivano le risorse energetiche utilizzate nei nostri paesi; in Europa l’energia deriva quasi per l’80% da queste fonti, in Italia si arriva al 90%.
La distribuzione geografica di queste risorse fa sì che l’Italia debba contare quasi essenzialmente sulla fornitura da altri Paesi; la dipendenza dall’estero arriva fino all’ 86,8%. I combustibili fossili sono inoltre risorse esauribili, e la sempre maggiore richiesta di energia, combinata con la sempre minore disponibilità di petrolio e gas, porta come inevitabile conseguenza il vertiginoso aumento dei prezzi che ai giorni nostri è sotto gli occhi di tutti.
Per nulla trascurabile è poi l’aspetto ambientale connesso all’utilizzo dei combustibili fossili; i cambiamenti climatici a cui assistiamo sono essenzialmente legati alle crescenti emissioni in atmosfera di anidride carbonica e al conseguente aumento delle temperature dovuto all’effetto serra.

A livello europeo, una serie di procedimenti varati recentemente indicano in maniera piuttosto dettagliata e vincolante il percorso da seguire sulle tematiche energetiche dei prossimi anni: entro il 2020 l’energia primaria dovrà essere prodotta almeno per il 20% da fonti rinnovabili, le emissioni in atmosfera dovranno essere ridotte di almeno il 20% e si dovrà ottenere un 20% di risparmio di energia attraverso un recupero di efficienza energetica.
A livello nazionale, l’Italia si trova in una situazione molto critica. Le emissioni di gas serra risultano sensibilmente superiori rispetto ai valori previsti dall’obiettivo di Kyoto. Oltre il 30% dei consumi di energia, e quindi delle emissioni di CO2 in atmosfera, dipende dal settore residenziale, nel quale circa il 70% viene impiegato per il riscaldamento degli edifici.
Negli ultimi anni il Governo Italiano ha varato leggi sempre più restrittive in materia di risparmio energetico, legate soprattutto all’efficienza energetica degli edifici: oggi chi vuole costruire un edificio nuovo, così come chi ha la necessità di ristrutturarne uno esistente, deve verificare che tutte le componenti, dalle pareti agli impianti, rispettino determinati requisiti in materia di rendimento e prestazione energetica. Molte Regioni italiane, tra cui Lombardia, Piemonte e Liguria, stanno adottando un proprio regolamento in materia di rendimento energetico degli edifici, e in certi casi anche gli stessi Comuni si stanno muovendo in tal senso.
L’obiettivo quindi è il risparmio energetico. Rendersi energeticamente autonomi non è più un qualcosa che si può scegliere, quasi un “di più” riservato a pochi, ma sta diventando sempre più una necessità, un bisogno concreto per tutti.
Professionisti, imprese costruttrici ed impiantisti devono fare i conti quotidianamente con fonti energetiche rinnovabili, pannelli solari termici, pannelli fotovoltaici, rivestimenti a cappotto, nuove tipologie di serramenti, coibentazione per pavimenti e coperture, centrali termiche più efficienti e così via.
Le agevolazioni fiscali previste dalla Finanziaria 2007 prima e prorogate dalla Finanziaria 2008 poi per interventi volti al contenimento dei consumi energetici di edifici esistenti hanno spinto infatti numerose persone ad usufruire di questo servizio per realizzare opere di ristrutturazione volte anche al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici stessi.

Ne consegue che chi si occupa di risparmio energetico, ha di fronte a sé una grandissima opportunità, in quanto si trova ad operare in un settore che ha molte prospettive di sbocco dal punto di vista lavorativo, ed ha inoltre l’opportunità di offrire un servizio importante alla società, contribuendo al miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente.
Data l’importanza del settore in cui si opera, non si può però non tenere conto della delicatezza dell’argomento, della complessità delle tematiche trattate.
Quando si progetta la realizzazione o la ristrutturazione di un edificio, bisogna tenere conto del fatto che le ipotesi di intervento devono essere mirate, studiate in funzione delle caratteristiche proprie degli edifici stessi: ubicazione, tipologia costruttiva, materiali utilizzati, geometria, esposizione, destinazione d’uso ecc… Nessuna variabile deve essere trascurata. Non esiste una soluzione che va bene sempre, bisogna ricercare quella ottimale studiata appositamente per quel caso particolare.
Una tipologia di impianto, un tipo di coibentazione, una modalità costruttiva, un qualunque tipo di intervento non va considerato fine a se stesso, ma va integrato in un progetto di insieme, dove ogni singolo componente è in stretta correlazione con gli altri.
Il rischio che si corre è che chi usufruisce di un servizio e non ne rimane soddisfatto generalizzi il problema, senza ricondurlo alle reali cause, al caso specifico: un cappotto mal posato, piuttosto che un impianto solare mal dimensionato, possono portare a pensare che siano le stesse tecnologie e non essere efficaci.

Quello che si può, e si deve, fare, è non fossilizzarsi su ciò che è noto e conosciuto, quindi in un certo senso più “sicuro”: occorre rivolgersi a professionisti ed impiantisti che siano pronti a mettersi in gioco, che siano aperti a tecnologie innovative, a nuovi materiali, puntando sempre sulla continua e costante ricerca di ciò che è migliore, che utilizzino software in continuo aggiornamento e al passo con le normative vigenti e che verifichino le caratteristiche di prodotti e componenti impiantistiche di ultima generazione.
Diventa quindi fondamentale la qualità. Qualità del servizio che si offre, dei progetti, dei materiali impiegati.


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