I sali portatori di luce

di Fabrizio Testasecca

Il presente lavoro è la naturale prosecuzione del precedente lavoro intitolato "Cristallizzazione con cloruro di sodio (NaCl)".
Riassumendo a grandi linee, si era detto che il cloruro di sodio è formato da due elementi, il sodio ed il cloro, che sono dei "portatori di luce"; pertanto il cloruro di sodio stesso è un portatore di luce. Nella cristallizzazione il cloruro di sodio crea delle interessanti forme piramidali. Potremmo per tale motivo considerare la presenza di queste piramidi, in un processo di cristallizzazione, come un indice che un sale è portatore di luce.
Prima di proseguire nel presente lavoro è bene parlare di un'ulteriore caratteristica del cloruro di sodio, della quale non si è parlato precedentemente. Un aspetto che tutti quanti ben conosciamo del cloruro di sodio è la sua capacità di sciogliere la neve ed il ghiaccio. Spesso, a mio modo di vedere le cose, non ci soffermiamo a sufficienza sui vari fenomeni con i quali veniamo a contatto tutti i giorni. Se il cloruro di sodio ha questa capacità di fondere il ghiaccio, significa che in qualche modo riesce a scaldare il ghiaccio stesso, diviene un portatore, oltre che di luce, anche di calore. Ovviamente questo non è il calore di cui si parla normalmente, questo calore non proviene da una fiamma, da una combustione: questo è un calore interno. Secondo me, dovremmo imparare a familiarizzare con questo concetto ovvero che oltre ad un calore esterno esiste anche una specie di calore interno. Un esempio di calore interno lo abbiamo con il preparato biodinamico di valerian a. Il fiore di valeriana ha affinità con il processo fosforico, che nient'altro sarebbe che il processo alchemico solforico (Sulfur); l'essere portatore di calore ce lo dimostra il fatto che può essere utilizzato in primavera come fattore protettivo delle piante in caso di gelate tardive. Si potrebbero fare anche degli altri esempi che mettono in luce un altro aspetto di questa "temperatura" interna. Nei laboratori chimici si possono utilizzare dei solventi, quali l'etere di petrolio oppure il 1,1,2-tricloro-1,2,2-trifluoroetano (freon), per estrarre da dei campioni acquosi degli oli minerali (idrocarburi) e vegetali. Una cosa che spesso mi ha colpito è che, quando si utilizzano tali solventi, se qualche goccia inavvertitamente cade sulla mano, si ha una percezione di freddo. Eppure questi solventi vengono conservati a temperatura ambiente ed infatti, se si immerge un termometro nel liquido, la temperatura che si registra è quella ambientale. Quindi qui non si ha a che fare con una temperatura fisica misurabile con un termometro, non esiste al mondo strumento in grado di rilevare questa differenza. Dobbiamo allora concludere che in tale caso esiste, oltre ad una temperatura fisica, anche una animica. Infatti ciò che percepisce il freddo è la nostra anima. Nulla di cui stupirsi se essa percepisce del freddo, infatti l'etere di petrolio viene estratto da una sostanza morta quale è il petrolio, attraverso un processo di raffinazione: l'unica sensazione che può trasmettere è di morte, freddo come un cadavere. Il freon si ottiene per sintesi chimica ma evidentemente il risultato è lo stesso. Nel ciclo di conferenze intitolate "Aspetti degli antichi misteri" Rudolf Steiner affermò che nella lontana futura incarnazione del pianeta Terra, in occultismo chiamata "Giove", gli uomini sapranno unire alla percezione del calore fisico anche quella del calore animico. Quindi se ci alleniamo in questi tipi di percezioni riusciamo a proiettarci in quel lontano futuro.

Passiamo ora al presente lavoro. Tenendo in considerazione quanto detto sopra a riguardo del cloruro di sodio, potremmo chiederci se altri sali hanno questa capacità di cristallizzazione. Andando più nello specifico, si potrebbe fare il seguente ragionamento. Il cloruro di sodio nasce dall'unione del sodio, elemento appartenente al primo gruppo della Tavola periodica degli elementi (quello dei metalli alcalini), ed il cloro, elemento appartenente al settimo gruppo (quello degli alogeni). La seguente domanda potrebbe sorgere spontanea: chissà se altri sali, anch'essi nati dall'unione di un elemento del primo ed uno del settimo gruppo, sono in grado, cristallizzando, di creare delle forme simili a quelle del cloruro di sodio?
Qui di seguito ci sono i sali che sono stati testati: BrNaO3 (sodio bromato), KIO3 (iodato di potassio), KBr (bromuro di potassio), NaClO2 (clorito di sodio), NaClO3 (clorato di sodio), KI (ioduro di potassio). Come si può vedere sin dall'inizio, tenendo sotto mano la Tabella periodica degli elementi, solo il KI ed il KBr sono formati esclusivamente da elementi del primo e del settimo gruppo, negli altri c'è un estraneo, l'ossigeno (sesto gruppo). Per ciascun sale è stata fatta una cristallizzazione senza alcuna aggiunta ulteriore, quindi con il solo sale (bianco) e poi una con l'aggiunta della mia urina che si era dimostrata interessante nelle prove con l'NaCl: un campione facilmente reperibile ed a basso costo!

- Il BrNaO3 da solo crea degli ammassi di cristalli concentrati in poche zone della capsula Petri (fotografia 24.04.12.r) con tendenza a creare dei reticoli con angoli a circa 120°C (fotografia 24.04.12z8 e z9). Con l'aggiunta dell'urina (fotografia 21.04.12z10) aumenta notevolmente la presenza di tali reticoli, compaiono delle piramidi e ramificazioni varie (fotografia 21.04.12z4); si osservano anche delle belle strutture ad elica formate da tre diramazioni nascenti da un unico centro con angoli di circa 120° (fotografie 21.04.12z8 e z9). Come si può osservare dalle fotografie 24.04.12s, t, u e v, con l'aggiunta di urina si crea una gran bella varietà di forme messe alla rinfusa nella capsula Petri.

- Il KI da solo crea diverse piccole piramidi (fotografie 24.04.12h e z5). Con l'aggiunta dell'urina l'unica sensibile differenza è che l'immagine, nell'insieme, risulta meno opaca; inoltre aumenta il numero di piramidi presenti (fotografia 24.04.12i).

- L'NaClO2 da solo crea delle strutture a stella (fotografie 30.04.12a e p), se si aggiunge l'urina si creano delle forme arborescenti ed altre simili a delle stelle marine; aumenta inoltre lo spessore e la complessità dei fasci cristallini (fotografie 30.04.12d, e, q, r, t, z1). L'aggiunta dell'urina non modifica in maniera significativa i cristalli, come per l'NaCl, ma rende la struttura cristallina più complessa. Da notare la completa assenza di piramidi.

- L'NaClO3 da solo forma una massa amorfa (fotografia 30.04.12h) con rari ammassi contenenti delle striature (fotografia 30.04.12z3) e delle "ombre" di piramidi (fotografia 30.04.12z4). Aggiungendo l'urina si presentano delle evidenti modifiche: cristalli a "lisca di pesce" (fotografie 30.04.12z7 e z14) già osservati con l'NaCl, reticoli geometrici che sembrano l' intreccio tra trama ed ordito nella tessitura (fotografie 30.04.12i, l, z10 e z11) con angoli in molti casi di circa 90°, a volte superiori; tendenza a creare delle piramidi (fotografia 30.04.12z13).

- Il KIO3 da solo (fotografie 05.05.12a ed n) crea dei singoli ammassi amorfi. Aggiungendo l'urina a livello macroscopico non si osservano grosse differenze (fotografia 05.05.12d) mentre a livello microscopico si nota che gli ammassi cristallini si sono trasformati in una specie di croci greche (fotografia 05.05.12q). Non si rileva la presenza di piramidi.

- Il KBr da solo (fotografie 05.05.12f ed s) crea delle grosse piramidi su uno sfondo amorfo ed opaco. Se si aggiiunge l'urina le forme non cambiano, infatti permangono le piramidi ma lo sfondo si fa più trasparente (fotografia 05.05.12l), le piramidi diventano con gli spigoli più netti ed evidenti (fotografia 05.05.12u), compaiono delle piramidi con attorno delle ramificazioni ed aggregati cristallini vari (fotografia 05.05.12z1 e z5) come si era già visto con l'aggiunta di urina all'NaCl (fotografia 21.04.12v). Il KBr risulta essere molto simile all'NaCl ma è un pò più insensibile all'aggiunta dell'urina.

Si è voluto provare anche con un sale non formato dall'unione di un elemento del settimo ed uno del primo gruppo della Tavola periodica degli elementi, nello specifico si è provato col cloruro di calcio (CaCl2), sale formato da un elemento del settimo gruppo (Cl) e da uno del secondo gruppo (Ca). Come si può vedere dalla fotografia 05.05.12m, non si è avuta alcuna cristallizzazione, questo sale non ha la tendenza a creare delle forme con l'evaporazione dell'acqua della soluzione in cui è disciolto.

Tutti questi sali hanno dimostrato, chi più e chi meno, di potersi arrampicare lungo le pareti di un becker esattamente come l'NaCl e di creare anche delle forme interessanti. Tuttavia per poter meglio studiare questo fenomeno sarebbe necessario disporre di un termostato con temperatura regolabile tra i 40 ed i 50°C (cosa che io al momento non ho!). Nell'unica prova che sono riuscito a fare sono migrati di più in verticale il KCl e l'NaClO3. I sali andrebbero testati tutti nel medesimo giorno, e non sali diversi in giornate differenti, per poter affermare se un sale ha una capacità di migrazione maggiore di un altro. Questo perchè bisogna tenere in considerazione gli interessanti studi di Giorgio Piccardi, uno scienziato "eretico" italiano. Egli si accorse, con una tecnica di indagine da lui inventata utilizzando il tricloruro di bismuto, che il processo era sensibile ai fenomeni atmosferici ed anche cosmici, come il ciclo undecennale delle macchie solari. Quindi testare i diversi sali in giornate differenti potrebbe introdurre delle variabili legate al cosmo.
Un altro aspetto che merita essere considerato è la capacità eventuale di questi sali di fondere il ghiaccio. Io ho provato a verificare ciò mettendo un pò di ciascuno dei diversi sali su dei cubetti di ghiaccio. Ho verificato che il KI, il KBr ed il KCl (non testato nelle prove di cristallizzazione) hanno una buona capacità di fondere il ghiaccio, sembrerebbe superiore a quella dell'NaCl. L'NaClO2, il BrNaO3, l'NaCl e l'NaClO3 hanno una discreta capacità di fondere il ghiaccio. Nel KIO3 c'è un'assenza di fusione del ghiaccio. Da questa prova si può innanzitutto vedere che basta l'inserimento di un estraneo nella molecola del sale, cioè l'ossigeno, per ridurre la capacità di essere portatori di calore. Il caso più eclatante è la coppia KI - KIO3. L'altro aspetto interessante è che il potassio, oltre ad essere un buon portatore di luce, è anche un buon portatore di calore, probabilmente di più che il sodio. Sodio e potassio hanno delle evidenti affinità come el ementi chimici, tuttavia sembrano provenire da regni diversi. Il sodio, con il cloruro di sodio, sembra avvicinarsi maggiormente al regno minerale mentre il potassio a quello vegetale, basti pensare alla sua elevata concentrazione nella cenere di legna. Questo fatto potrebbe anche spiegare il perchè il potassio sembra avere una maggiore affinità con il calore rispetto al sodio, infatti il regno vegetale è più vicino di quello minerale al regno animale ed umano, cioè a quei regni nei quali gli organismi sono partecipi di un calore interiore ovvero il calore corporeo.

Se vogliamo dare una conclusione a questo lavoro, possiamo dire che dei sali testati il KBr ed il KI formano delle evidenti piramidi; anche l'NaClO3 ne forma ma in misura inferiore mentre il BrNaO3 le forma solo dopo l'aggiunta dell'urina. L'NaClO2 ed il KIO3 invece non ne formano. Già solo da questo si può vedere che basta l'aggiunta di tre atomi di ossigeno al KI per ottenere il KIO3 il quale, a differenza del KI, non produce piramidi (avevamo già visto che il KIO3 non fonde il ghiaccio mentre il KI sì). Una variazione si osserva anche nel passaggio dall'NaClO3 all'NaClO2. Il BrNaO3 di suo crea dei reticoli e cristalli con angoli di circa 120°. L'NaClO2 crea da solo delle forme a stella; l'NaClO3 da solo ha scarse capacità formative e discorso analogo per il KIO3.
Per quanto riguarda la sensibilità all'urina, questa è massima con il BrNaO3 e l'NaClO3; un pò meno con il KBr, il KIO3 e l'NaClO2. Assenti le modifiche nel KI. E' da notare che nel KI e nel KBr l'aggiunta di urina fa in modo che lo sfondo diventi più trasparente.
Sulla base di queste prove si può affermare che i veri portatori di luce sono il KI ed il KBr; va tra l'altro fatto notare che il KI è talmente "fermo" sul suo modo d'essere che non viene alterato dall'aggiunta dell'urina: è un tipo tutto d'un pezzo! Il fatto che il KI sia portatore di luce concorda con quanto detto da Rudolf Hauschka nel bel libro "La natura della sostanza" (Editrice Antroposofica), nel quale afferma che lo iodio è un portatore di luce. In misura minore abbiamo l'NaClO3 ed il BrNaO3. Il KIO3 e l'NaClO2 non sembrerebbero affatto essere dei portatori di luce. Va notato come la comparsa dell'ossigeno all'interno delle molecole sia in gran parte un elemento di disturbo che le allontana dall'essere delle portatrici di luce. Volendo quindi definire i tratti di un sale portatore di luce potremmo dire che crea, cristallizzando, delle piramidi, tende a salire lungo le pareti del contenitore nel quale si trova la soluzione salina e poi, se è anche portatore di calore, scioglie un cubetto di ghiaccio. Gli elementi testati del primo e del settimo gruppo della Tavola periodica degli elementi rispondono a queste caratteristiche, quindi sembrerebbe proprio che in questi due gruppi si possano trovare degli elementi portatori di luce. Per giungere alla certezza di questa affermazione bisognerebbe testare i rimanenti elementi di questi due gruppi. Lascio infine una domanda in sospeso alla quale non so dare tuttora una risposta. L'urina dimostra di reagire bene con questi sali, potrebbe essere che l'urina stessa non sia solo un'escrezione ma anche una sostanza portatrice di luce essa stessa?

Un'ultima considerazione finale. Queste forme piramidali sembrano condurci ad un uomo del passato: Platone. Questo saggio, del quale così poco sappiamo, affermò nell'opera intitolata "Il Timeo" che l'elemento luce è rappresentato da un solido, l'ottaedro, composto da otto facce triangolari. Se osserviamo un ottaedro ci rendiamo conto che nasce dall'unione di due piramidi che aderiscono sulle loro basi; una piramide ha la punta rivolta verso il basso e l'altra verso l'alto. Che l'ottaedro sia legato alla luce sono i diamanti a dircelo, infatti molti diamanti quando vengono scoperti e si trovano quindi allo stato grezzo, prima che l'uomo li lavori, hanno una forma ottaedrica. E che il diamante sia legato alla luce ce lo dice il gioco di scintillii di cui è capace. Semplicemente in questi sali portatori di luce c'è solo la piramide che punta verso l'alto, manca quella che punta in basso. Forse il fatto che si sviluppano su di una superficie dura (a differenza dei diamanti che si formarono in un lontano passato nelle viscere della Terra in una ambiente fluido e caldo) non permette loro di portare a completo compimento l'ottaedro. Tutto questo ci dovrebbe condurre ad un senso di profonda venerazione per quest'uomo di altri tempi e ci dovrebbe far capire che, se solo si impara ad osservare i fenomeni fisici sotto una luce diversa (luce, appunto!), questi antichi insegnamenti possono diventare una chiave di accesso a mondi non ancora esplorati.

 



 

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