Golfo del Messico: strani intrallazzi del
Vaticano, BP e Goldman Sachs
A cura di Cristina Bassi - luglio 2010 - http://www.ecplanet.com/node/1566
Il quasi totale blackout dell’informazione indipendente, e l’arresto
di chiunque venisse sorpreso a fotografare o filmare la devastazione,
mostra come la crisi petrolifera della Halliburton- British Petroleum
(BP) sia criminalmente controllata, implicando alcuni tra i nomi più
importanti di Wall Street.
Secondo un resoconto ad opera del titubante ma comunque affidabile
regista di documentari James Fox, intervistato a Grand Isle, nel Golfo
del Messico, da Mel Fabregas per il Veritas Radio Show: "Stanno
arrestando tutti quelli con una telecamera, o quelli che lontano dalle
telecamere sono sorpresi a parlare con un reporter”, ha detto
Fox.
Un altro reporter ha detto a Fox “E tu chiami questo un paese
libero? Proprio qui, negli Stati Uniti d’America, non c’è
libertà di stampa.
Non c’è libertà di parola. Stanno chiudendo lo
spazio aereo sopra la fuoriuscita di petrolio, in modo che i reporter
non possano sorvolarlo per constatare quanto siano effettivamente
gravi le perdite di petrolio”.
Pezzi sospetti di questo puzzle mortale vedono la partecipazione della
Halliburton, la seconda compagnia di servizi mondiale nel campo del
petrolio, con sedi principali a Houston e Dubai, alla cui negligenza
è stata attribuita la tempestiva esplosione.
Tre settimane prima della “fuoriuscita di gas naturale”,
la compagnia Halliburton, legata a George Bush e Dick Cheney e che
aveva fatto parlare di sé in relazione ai fatti dell’11
settembre, aveva negoziato l’acquisto della più grande
azienda mondiale per la ripulitura delle fuoriuscite di petrolio (Boots
& Coots) nello stesso momento in cui attenti osservatori a Wall
Street (agenti dell’intelligence finanziaria per la Goldman
Sachs; GS, spesso chiamata “Government Sachs”) si liberavano
del 44% dei loro titoli BP.
A parte l’appoggio azionario di Blankfein e Government Sachs
alla BP e all’Halliburton, un’altra falsa pista macchiata
di petrolio, è quella che segue Peter D. Sutherland, il presidente
uscente della BP, al momento anche presidente non-esecutivo della
Goldman Sachs International.
La parte più inquietante dell’intera vicenda è
che mr. Sutherland, l’uomo con un piede nella GS e l’altro
nella piattaforma della Halliburton-BP in fiamme, è il Consigliere
della Sezione Straordinaria dell’Amministrazione del Patrimonio
della sede Apostolica. In altre parole, Sutherland è il principale
consigliere finanziario del Papa.
Nel 2010, Mr. Sutherland dopo un periodo di 13 anni ha concluso la
sua carica di presidente della BP, la più grande compagnia
petrolifera europea. Ex Procuratore Generale di Irlanda, è
presidente della Federal Trust for Education and Research, un gruppo
di esperti britannico i cui sforzi sono meglio descrivibili con il
nome di indottrinamento corporativo più che “educazione”
fidata. È presidente dell’Ireland Fund for Great Britain,
e membro del consiglio consultivo del Business for New Europe, un
gruppo di esperti con sede in Gran Bretagna favorevole all’istituzione
di un nuovo ordine mondiale.
Dal 1993-95, Sutherland è stato Direttore generale dell’Organizzazione
mondiale del commercio.
Nel gennaio 2006, l’attuale Presidente non-esecutivo di Goldman
Sachs International, è stato nominato Rappresentante speciale
per la migrazione internazionale dal Segretario generale dell'Onu,
Kofi Annan.
Ora, ironicamente, la missione impossibile di Sutherland è
quella di far migrare la flora e la fauna marine, i pescatori e gli
abitanti della costa lontano dal pericolo di questa emergenza internazionale.
By Sherri Kane Fonte: rense.com
“Vatican Official Tied To BP, Goldman Sachs”
Sherri Kane, in precedenza giornalista per la FOX News di Los Angeles,
è un giornalista investigativo freelance e co-fondatore, insieme
al Dr. Leonard G. Horowitz, della Healthy World Organization (HWO),
che si sta ora proponendo come alternativa alla bifronte World Health
Organization (WHO).
Fonte: cafedehumanite.blogspot.com