Italia: investimenti e crisi agricoltura


L'Istat ha diffuso nella giornata di ieri il suo rapporto sugli investimenti fissi lordi in Italia nel 2009. Il dato riassuntivo ci dice che nel corso dell'Anno horribilis I si è investito di meno rispetto all'anno precedente, una flessione di 12 punti percentuali. Il dato è di quelli importanti per almeno due motivi: da un lato ci da una percezione della fiducia nel futuro dell'Italia delle imprese italiane, dall'altro ci pone di fronte un confronto con le altre principali economie europee. Le riflessioni che ne derivano ci riportano ad un vecchio discorso: la mancanza di una politica industriale per il nostro paese.
Investimenti fissi e settori: sempre meno agricoltura e poca tecnologia.
Come evidenzia la tabella riportata più sotto notiamo come la tendenza alla diminuzione di investimenti ha carattere generalizzato. Tra i settori più colpiti sicuramente quello agricolo, che segna il terzo calo consecutivo dal 2007, accentuando la caduta. Quello che sorprende e che fa riflettere è il dato sulle nuove tecnologie e sul software. La spesa per prodotti ITC è calata dell'8% nel 2009, riportandosi a livelli del 93. La spesa per software è rimasta sostanzialmente stabile. Calano le spese in macchinari.



Il dramma dell'agricoltura e l'aumento delle costruzioni.
I dati possono essere letti come uno specchio delle aspettative sul futuro per il nostro paese. Gli investimenti sono la base portante dello sviluppo e del recupero di competitività delle nostre imprese. Occorre però fare una premessa importante. I dati si riferiscono al 2009, come dicevamo nella introduzione, e quindi vanno letti in parte come una risposta alla crisi che ha messo le aziende nella difficile condizione di dover prima di tutto pensare alla sopravvivenza. E' innegabile però che il trend registrato su certi settori vada al di là della crisi e sia qualcosa di più sistemico.
E' il caso dell'agricoltura, settore che continua a perdere occupati, risorse ed investimenti. Basta un dato: nel 1982 le aziende agricole erano circa 3.300.000, nel 2000 il censimento Istat ne contava 2.500.000. Nel 2009, sempre l'Istat, ne conta 1.700.000. In ettari coltivati si è passati dai 23,6 milioni di ettari del 1982 ai 17,8 milioni di ettari del 2009.
Sempre dall'Istat sappiamo come, al 2009, la diversificazione delle aziende agricole rimane bassa, solo il 7,2% ha una attività collaterale (es. agriturismo).
Dati come spunto di riflessione sulla politica economica.
Da un po' di tempo si sente parlare di autonomia energetica per il paese. Ma non rischiamo di perdere autonomia in altri settori? L'agricoltura è in una crisi senza precedenti da decenni, e non la si può mascherare dietro al made in Italy della mozzarella o del prosecco. L'agricoltura non è solo questo e le quintalate di prodotti esteri che arrivano ogni giorno sulle nostre tavole sono la dimostrazione che perdiamo fette di autonomia sull'agroalimentare. Non è un settore strategico tanto quanto l'energia?
Links: Investimenti fissi Italia 2009 - Istat

 

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