L’insalata in busta fa “boom”


Vendite in crescita per i prodotti agricoli puliti e pronti per l’uso
Venerdì, 21 Maggio 2010 Il boom delle insalate in busta inizia a coinvolgere anche la Campania. Con un aumento del 10,2 per cento negli acquisti familiari, sono infatti le insalate pronte a far registrare il record nella crescita dei consumi alimentari nel 2010. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea relativi al primo trimestre. “In netta controtendenza rispetto alla crisi generale, gli ortaggi pronto uso in sacchetto fanno registrare un aumento a due cifre e finiscono nel carrello di quasi un italiano su due per una spesa complessiva che è stimata pari a oltre 700 milioni di euro all'anno ed una quantità di oltre 90 milioni di chili” . I consumi di verdure pronte per l'uso “sono triplicati negli ultimi dieci anni perché rispondono all'esigenza di risparmiare tempo senza rinunciare a cibi genuini indispensabili per mantenere la salute e la forma fisica”. I prodotti più acquistati sono le insalate, le carote e i pomodorini da utilizzare in casa o fuori. “Ma cominciano anche a diffondersi - continua la Coldiretti - le vaschette di frutta già tagliata e sbucciata pronta senza doversi “sporcare le mani” e da gustare come snack rompi-digiuno durante la giornata o come risparmia-tempo”. A favorirne la diffusione negli ultimi anni anche i distributori automatici che sempre più spesso sono in grado di offrire prodotti freschi come la frutta e verdura. Tra i principali consumatori di piatti pronti “ci sono i sei milioni di single presenti in Italia che sono un segmento di popolazione con uno stile di vita attento a risparmiare tempo a favore del lavoro e soprattutto dello svago”. D’altro canto i prodotti agricoli ad alto valore aggiunto in termini di qualità fanno segnare un bilancio positivo anche sotto il profilo delle esportazioni che sono cresciute in valore del 21 per cento mentre quelle dei prodotti alimentari e delle bevande del 15 per cento contribuendo in modo determinante al debole segnale di ripresa dell'economia.


 

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