Fotovoltaico: facciamo i Conti

In arrivo il Terzo Conto Energia, il sistema d’incentivazione degli impianti fotovoltaici. All’esame la seconda bozza che prevede un cambio di regole.

Alla domanda se ci siano incentivi per la produzione di elettricità da impianti fotovoltaici si può dare una risposta chiara: sì.
Il programma europeo, recepito in Italia nel 2005, si chiama Conto Energia e prevede una serie di agevolazioni che non favoriscono la realizzazione degli impianti, ma che incentivano la produzione di energia da quegli stessi impianti.
Se n’è parlato oggi all’interno del workshop Italian Green Day che si è svolto al Centro Svizzero di Milano. A illustrare questo tema è stato Paolo Peroni dello studio Roedl & Partner, nell’intervento “Terzo Conto Energia: indiscrezioni e certezze del fotovoltaico prossimo venturo”.
Grazie al Conto Energia, in pratica, il proprietario di un impianto fotovoltaico percepisce somme a cadenza mensile, per i primi 20 anni di vita dello stesso impianto. Ma la condizione necessaria per ricevere gli aiuti è che l’installazione sia connessa alla rete energetica nazionale e che la sua dimensione non sia superiore a 1 kWp (Chilowatt picco).
L’importanza di questo sistema d’incentivazione si può comprendere dal grande sviluppo del fotovoltaico in Italia. Tra il 2007 e 2008, il settore ha registrato una crescita del 488% pari a oltre 6 mila impianti installati fino al giugno 2009 per una potenza complessiva di 57 kW e un fatturato di 300 milioni di euro (fonte: “Green economy, Italia”, Fondazione Istud, Mondadori).
Proprio per questo, la manovra economica ha avuto un successo inaspettato, tanto che si è dovuto ripetutamente aumentare la capacità incentivabile (nel 2006 si è passati da 100 a 500 MW).
A oggi, per ottenere gli incentivi bisogna inviare una richiesta al GSE (Gestore Servizi Energetici) di accesso alle tariffe agevolate. Dopo un’attenta analisi della domanda, che avviene entro 60 giorni, vengono comunicati gli esiti agli interessati mediante raccomandata, che deve essere ricevuta entro i successivi 30 giorni. Dalla data di ricezione della comunicazione, il beneficiario ha 6 mesi di tempo per iniziare i lavori e 12 per concluderli. Le tempistiche si raddoppiano in caso di impianti maggiori di 50 kWp.
Il gestore di rete ha poi altri 30 giorni di tempo dal ricevimento del progetto preliminare per comunicare il punto di consegna, ossia il luogo in cui la rete verrà predisposta a prendere in carico quanto prodotto dall’impianto. Tutte le spese saranno a carico del beneficiario.
Alla chiusura del cantiere viene rilasciato un certificato di collaudo che va inviato al gestore di rete per ottenere la connessione. Lo stesso gestore, entro 30 giorni, deve allacciare fisicamente l’impianto e autorizzare l’entrata in esercizio dello stesso. Entro 6 mesi dal collaudo l’esercizio deve essere regolare.
“Il sistema d’incentivazione – ha detto Peroni – ha subito diverse fasi. Innanzitutto, è stato recepito in Italia nel 2005 ed è poi stato rivisto nel 2007. Attualmente, si è in attesa dell’approvazione della bozza del Terzo Conto Energia, circolata a febbraio e rielaborata dopo le elezioni della scorsa primavera. La seconda bozza avrebbe dovuto essere esaminata entro il 22 giugno scorso, ma a oggi non è ancora stata valutata dal Ministero dello Sviluppo Economico insieme alle Associazioni interessate”.
Il sistema cambierebbe e sarebbe meno incentivante e questo è dovuto al fatto che “se da una parte lo Stato non può farsi carico ancora per molto di investimenti così onerosi, dall’altra il costo degli stessi impianti è sceso notevolmente” ha proseguito il relatore.

Secondo Peroni, questi sono i punti più importanti della bozza del nuovo Conto Energia:
• ci saranno soltanto due ripartizioni di impianti: impianti realizzati su edifici e impianti al suolo;
• verranno aumentate le classi di potenza, che saliranno a cinque;
• le tariffe incentivanti saranno decrescenti a seconda della potenza dell’impianto;
• le tariffe saranno più vantaggiose per impianti che verranno realizzati entro il 31 dicembre 2011.

“Il grande tema di oggi – ha concluso Peroni – è quello dell’incertezza, anche se ci si aspettano scelte legislative coerenti con le aspettative del mercato. Tuttavia, i tempi decisionali sono troppo lunghi e questo porta a un clima di insicurezza non sano per il mercato”.

 

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