Diserbanti tossici lungo le strade italiane, i rischi per salute e ambiente


Ai lati delle statali e delle provinciali italiane, da qualche anno, assistiamo all'innaturale rinsecchimento della vegetazione: il fenomeno è causato dai diserbanti che Anas, ma anche Autostrade Spa, Ferrovie e altri enti gestori, usano per semplificare e ridurre i costi delle operazioni di decespugliazione. Secondo quanto ammesso dalla stessa Anas, il diserbante utilizzato, è “solitamente a base di glyphosate”, usato anche in agricoltura. Il più diffuso è il Roundup prodotto dalla multinazionale americana Monsanto, sul quale pesa più di un dubbio circa la “biodegradabilità” e la capacità di non lasciare “residui tossici dopo la sua applicazione”, come sostenuto da Anas.
Se per Anas l'uso del prodotto non causa danno alcuno, per il prof. Gianni Tamino, docente di Biologia presso l’Università degli Studi di Padova, i pericoli sono invece numerosi. “Il glifosate ha la caratteristica di durare pochi giorni ma come prodotti di degradazione dà origine a metaboliti dannosi. C'è uno studio scientifico pubblicato dalla rivista Cancer che dimostra che l'uso del glifosate comporta l'aumento dei linfomi non Hodgkin” (un particolare tipo di tumore al sangue). E l'ipotesi che raggiunga le persone non è così remota, visto che il diserbante rilasciato ai bordi delle strade va a mescolarsi con le acque che, defluendo dall'asfalto, possono raggiungere le falde acquifere. Come spiega il prof. Fabio Taffetani, ordinario di Botanica sistematica dell'Università politecnica delle Marche, l'irrorazione del glifosate “è altamente vietata nei pressi dei corsi d’acqua e delle zone umide a causa della sua accertata tossicità, anche a basse concentrazioni, sugli organismi acquatici. Il glifosate sta distruggendo un equilibrio biologico che lungo le strade si è formato nel corso di decenni, una biodiversità creata con tanta fatica che garantisce l'aspetto e la funzionalità delle scarpate stradali”. Probabilmente Anas Spa, privatizzata nel 2002, in tempo di crisi avverte l'esigenza di contenere i costi; il prezzo, come al solito, lo pagano i cittadini e l'ambiente. Ma, obietta ancora Taffetani, “è falso che il diserbo porti vantaggi in termini anche economici, perché il diserbante distrugge l'equilibrio di cui abbiamo detto e lascia spazio a nuove specie infestanti che costringeranno da oggi in poi all’uso del glifosate e, contemporanamente, dello sfalcio”. Il consiglio quindi è abbandonare immediatamente la chimica e tornare alla meccanica rimettendo in funzione il decespugliatore o, al limite, studiare soluzioni naturali, come piantare vegetazione selezionata che non abbia alto fusto.
[Fonte: Tiscali Notizie, 12/05]


 

Chiudi questa pagina