Il Cromatogramma:
uno strumento oggettivo per valutare e gestire la qualità del terreno e del cumulo

Obiettivo delle analisi morfologici (cristallizzazione sensibile, cromatografia circolare, dinamolisi capillare) è quello di evidenziare le qualità vitali degli organismi viventi. Tra questi tipi di analisi per immagini, la cromatografia circolare, sviluppata dal dottor Ehrenfried Pfeiffer sotto incarico di Rudolf Steiner, consente in particolare di trarre preziose indicazioni sullo stato di salute del terreno o sulla qualità di un composto. Essa sfrutta la capacità di separare i diversi elementi che costituiscono l’analita di un particolare tipo di carta da filtro, evidenziandoli tramite un reagente.
La procedura consiste in pratica nell’”imprimere”su una carta speciale, resa fotosensibile grazie ad un’opportuna preparazione con del nitrato d’argento, la forma che la sostanza da esaminare, preventivamente estratta tramite una soluzione di soda, manifesta grazie alla capillarità della carta. In opportune condizioni di luce si “sviluppa” un’immagine che “fotografa” la sostanza analizzata.
Questa immagine, in riferimento ad un terreno o un compost, può darci delle informazioni che le analisi chimico-fisiche non sono in grado di fornire. La lettura del cromatogramma non solo consente di evidenziare le qualità vitali legate alle forze formatrici, ma dona preziose indicazioni anche sulla struttura del terreno e sullo stato delle trasformazioni in atto; più particolarmente sull’attività microbica, sul processo di formazione dei colloidi argillo-umici, sulla mineralizzazione, sulla tendenza alla costipazione e all’asfissia, all’erosione ed al dilavamento, sulla capacità di ritenzione idrica e di rendere disponibili gli elementi.
La valutazione va eseguita confrontando il cromatogramma con le immagini che si sono ottenute da standard di riferimento (terreni di varia tessitura, che hanno subìto particolari lavorazioni meccaniche, con sistemi di gestione convenzionale, biologica e biodinamica...). L’interpretazione inizia con il soffermarsi sull’impressione globale dell’immagine ottenuta. Si descrivono poi le singole zone (immagine 1) in cui il cromatogramma è suddiviso, ognuna con un significato ben preciso: zona centrale (A), zona interna (B), zona mediana (C) e zona periferica (D). È importante fare attenzione alle forme, ai rapporti tra le varie zone ed alla loro compenetrazione, ai colori ed alle loro sfumature. Bisogna soffermarsi particolarmente sulle punte della zona mediana e sugli spazi tra le punte e la zona più esterna, considerandone la geometria ed i colori.

Immagine 1
Dalla descrizione si potrà passare all’interpretazione grazie al significato delle singole parti del cromatogramma e delle relazioni che sussistono tra di loro. In particolare si può schematizzare come segue: la zona centrale è collegata alla frazione minerale del suolo, la zona interna alla componente inorganica, la zona mediana a quella organica e la zona periferica all'attività microbiologica. L’ampiezza di tali zone, il loro rapporto reciproco e la demarcazione più o meno netta o sfumata indicano la presenza e la qualità della parte organica, di quella minerale e dell’attività dei microrganismi, nonchè l’equilibrio tra le suddette frazioni. Integrando queste informazioni con l’osservazione della tonalità, dell’intensità e delle sfumature dei colori ed altri dettagli morfologici avremo un quadro globale del campione analizzato, completo di informazioni circa lo stato dei processi di formazione o mineralizzazione dell’humus, la sua qualità, la struttura, gli eventuali danni delle lavorazioni, del costipamento o dell’inquinamento.
L’utilità di tracciare un profilo di questo tipo del terreno o del composto, oltre a ricavarne un’”istantanea”, è quella di oggettivare lo stato del campione analizzato per valutare la bontà delle pratiche agronomiche e dell’impiego dei preparati biodinamici. Le indicazioni delle cromatografie costituiscono quindi la base di uno strumento decisionale per la gestione in tempo reale del terreno o del processo di compostaggio, potendo valutare lo stato dei processi di humificazione o mineralizzazione, in funzione del tipo di coltura: questa infatti può necessitare di maggiore o minore quantità di sostanza organica più o meno trasformata. Queste indicazioni possono essere fornite in modo limitato dalle analisi chimico-fisiche convenzionali che possono mostrare composizioni e parametri molto simili riferiti a terreni o concimi che nella realtà di campo si comportano molto diversamente (diversa quantità di elementi resi disponibili, di rese di produzione e di contenuto di valori nutrizionali e di forze vitali).
Valutando l’evoluzione delle cromatografie del terreno eseguite negli anni o della cristallizzazione sensibile dei prodotti ottenuti si potrà verificare di esser sulla strada giusta, evidenziando in modo oggettivo i progressi ottenuti. A titolo di esempio si riportano le cromatografie di un suolo condotto in modo convenzionale (immagine 2) e di un suolo rivitalizzato grazie all’utilizzo dei preparati biodinamici, dei sovesci e di corrette lavorazioni (immagine 3, cromatografia del terreno con prelievo del campione alla profondità di 15cm).

Immagine 2

Immagine 3
Mentre nel primo caso si evidenzia un’attivita biologica quasi nulla (assenza di formazioni a punte nella zona mediana e zona periferica praticamente assente) ed una forte mineralizzazione in corso (prevalenza della zona interna con colorazioni delle parti interna e centrale tendenti al grigio violetto), la seconda cromatografia presenta un discreto equilibrio tra le zone, il colore bruno evidenzia una buona presenza di sostanza organica e le punte e la parte più esterna denotano una buona attività microbica.
L’immagine 4 (cromatografia dello stesso terreno ma prelievo del campione alla profondità di 30cm) evidenzia che l’equilibrio e la vitalità del suolo sono stati raggiunti, in modo analogo all’analisi precedente, anche a profondità maggiore, prerogativa dei suoli gestiti con il metodo biodinamico, con ovvi benefici per la fertilità e la coltura.

Immagine 4

IMAGINE di Giulio Moiraghi – LABORATORIO DI ANALISI MORFOLOGICHE
Cristallizzazione sensibile - Cromatografia circolare

www.biodin.com
Strada Paniasso 18, 10024 Moncalieri
Tel. +390118131504 – Cell. +393290087624 - e-mail:imagine@biodin.com
P.IVA 10129170014


 

Chiudi questa pagina