L'atomo si ricicla. Oggi qui,
domani lì
Fonte: Promiseland.it
Nel 1964 un fisico quantistico di nome John Steward Bell
riferì di un esperimento dalle implicazioni sconcertanti. Stando
ai datti da lui raccolti, se due particelle sono state in contatto almeno
una volta rimarranno collegate, e saranno in grado di influenzarsi anche
spostandosi agli estremi opposti dell'universo. Il teorema di Bell afferma
che un atomo di una molecola “sa” cosa sta facendo un altro
atomo con il quale era stato accoppiato. Questo “sapere”
non fa assegnamento su forme di energia come luce, suono o gravità,
che diminuiscono con la distanza.
In altre parole, la forma di energia alla base di questi fenomeni, non
è localizzata nel tempo o nello spazio e agisce attraverso enormi
distanze. Le implicazioni del teorema di Bell sconvolgono il nostro
mondo apparentemente solido fatto di persone, alberi, case, cagnolini,
enunciando una realtà invece composta da atomi vorticanti in
modo perpetuo.
Potremmo paragonare il corpo umano ad un cielo notturno, nel quale ogni
astro visibile è simile a un atomo. Gran parte del cielo così
come la maggior parte dei corpi e di tutte le cose è fatta di
spazi vuoti. Gli atomi schizzano costantemente dentro e fuori da questi
spazi: una particella atomica che faceva parte del nostro cervello la
settimana scorsa, perciò, domani potrebbe benissimo trovarsi
nello stomaco di una gallina. Le molecole dell'ala di una mosca potrebbero
riciclarsi fino a diventare la nostra materia ossea. Gli atomi che un
tempo facevano parte di Mahatma Gandhi, Madre Teresa, Gesù Cristo,
Adolf Hitler e Attila, stanno ancora circolando dentro e fuori di noi.
Se il teorema di Bell è corretto, se è vero cioè
che a un qualche livello gli atomi sono perennemente in collegamento,
allora in qualche modo siamo tutti collegati.
Ovviamente la scienza “ufficiale” continua a discutere sulla
validità di questo teorema e sta cercando di dare altre spiegazioni
ai risultati della ricerca di Bell. La scienza si muove lentamente rispetto
alle intuizioni. Forse ci vorrà del tempo perchè la scienza
“ufficiale” possa spiegare e accettare i fenomeni che da
tale teorema risultano facilmente comprensibili, ma la cosa importante
resta che l'intuizione iniziale c'è stata e che noi tutti possiamo
sintonizzarci con essa e vivere di conseguenza consapevoli di appartenerci
l'un l'altro in... moto perpetuo.
Valeria Marracino - psicoterapeuta - Redazione Promiseland.it
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