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![]() GIUGNO |
Anche quest’anno, come ogni quattro anni, come una
improvvisa vampata di calore, per un mese il campionato mondiale di
calcio ci assale e ci distrae dalla realtà. Mentre viaggiavo in auto ho sentito su Rai 1 che allo stabilimento
FIAT di Termini Imerese il sindacato ha proclamato uno sciopero per
lunedì 14 giugno dalle 20 alle 22 (quando giocava l’Italia
la sua prima partita) perché non hanno messo tre megaschermi
nella fabbrica… Mi sono cadute le braccia e tutto quello che poteva ancora cadere…
In un momento di grande crisi economica dove lavorare è diventato
un lusso, si sciopera, con la copertura dei sindacati, per poter guardare
la partita di calcio!!! Io sono sempre stato un discreto tifoso di calcio: da sempre ho tifato
per la Juve, non mi ricordo il perché, ma non sono mai andato
una volta allo stadio, da giovane seguivo quando potevo le partite per
radio, con “90° Minuto” e quando capitava guardavo le
partite alla TV, ma non ho mai rinunciato al lavoro per guardare una
partita anche del Mondiale. Certamente il potere politico ci naviga con cittadini di questo genere:
se mai l’Italia vince si fanno passare tutte le riforme economiche
possibili e saremo felici e contenti come nelle favole… Attraverso gli “idoli” del calcio le persone cercano di dare un “calcio” ai propri problemi, cercano almeno di allontanarli per un po’, cercano sogni ed affermazioni ed attraverso il tifo il tifoso si sente parte di un gruppo, di un “branco” simil animale che spesso oltre che essere ignorante fa anche danni: vedi i tumulti che spesso si fanno agli stadi e che la collettività paga oltre che in denaro anche in termini di vite umane. Nell’antichità, poi non troppo antica, i romani davano
alla plebe, per farla stare buona ed assicurarsi il consenso popolare,
“panem et circenses” come ci dice il poeta Giovenale: pane
gratuito od a prezzi inferiori del prezzo normale e giochi popolari
gratuiti. Oggi, invece per gaudio magnum, dei poteri forti, la formula funziona sempre e forse ancora meglio: abbiamo hard discount che ci danno cibi che valgono poco più di una merda di animale di allevamento intensivo a prezzi bassissimi e televisione a go- go 24 ore su 24 con sport, sesso, liti, scandali e grandi fratelli a non finire. Così il popolo bue mangia “merda” a prezzo basso che blocca quel poco di pensiero libera che esiste ancora e si inebetisce rincoglionendo davanti alla televisione per vivere una realtà virtuale che non è sicuramente virtuosa. Viva l’Italia del pallone, viva l’Italia che passa il suo prezioso ed irripetibile tempo a fare cose inutili, viva chi non muore (da vivo). Ivo Bertaina
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